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Catania - Crocieristi, il Porto non ha appeal: ora si tenta di correggere la rotta
di Melania Tanteri

L’obiettivo è mettere la struttura catanese in linea con quelle di Palermo e Messina, più attrattive. Un crollo del 20% da recuperare con minori tasse e più servizi tecnico-nautici

Tags: Turismo, Catania, Crocieristica, Porto



CATANIA - Aprire il porto alla città, riportarlo sulla rotta delle navi da crociera, favorendone il ruolo di creatore di economia. È tornato al centro delle discussioni politiche, e non, il porto di Catania, infrastruttura da tempo destinataria delle attenzioni non solo di amministratori i e politici, ma della stessa società civile che è tornata a chiedere interventi per trasformare una delle porte della città in fonte di creazione di ricchezza e occupazione. Un percorso che la gestione commissariale dell’Autorità portuale etnea sta portando avanti da tempo, non solo cercando di creare le condizioni per fare crescere la struttura portuale con l’obiettivo di aumentare gli introiti, ma anche attraverso l’impostazione di una serie di azioni che possano portare all’apertura alla città in termini concettuali, prima che fisici.

Di porto e di come gli amministratori immaginano il futuro di quello etneo, si è parlato a lungo nel corso del focus della scorsa settimana, organizzato dl Tavolo per le Imprese, “Il porto dello Ionio, un mare di opportunità”, durante il quale proprio il commissario straordinario dell’Autorità portuale, Cosimo Aiello, ha evidenziato, numeri alla mano, la crescita dell’infrastruttura etnea.

“Il porto è cresciuto del 21 per cento, la più alta crescita commerciale rispetto al resto del territorio – ha spiegato Aiello - perché abbiamo investito. I dati non premiano solo gli sforzi, ma ci danno luce per il futuro. Tra le ragioni di crescita, in primo luogo c’è la sicurezza – h proseguito - gli operatori hanno visto crescere le condizioni di sicurezza e questo ci ha favorito: il porto perdeva 460 mila euro oggi è in attivo. L’Authority ha la possibilità di indire concorsi pubblici per 4 posti. Noi abbiamo 7 professionalità. Non tutto è perduto e le prospettive sono buone per quanto riguarda la portualita. Le possibilità che si aprono sono connesse proprio alla logistica e alla connessione tra autorità che insistono sullo stesso territorio”.

Tra le priorità condivise dall’Autorità portuale e dall’amministrazione cittadina, una delle principali è sicuramente quella di riportare Catania al centro delle rotte delle navi da crociera. In un anno, infatti, la flessione dei passeggeri è stata di oltre il 20 per cento, con gravi conseguenze sull’indotto, crollato di riflesso.

Per questo, sindaco, Giunta e Autorità portuale, hanno stabilito la diminuzione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti per le navi da crociera, il miglioramento dei servizi tecnico-nautici e nuovi servizi turistici, per attrarre le grandi compagnie. “Si tratta - ha detto il sindaco Bianco – di misure concrete che abbiamo deciso e realizzato grazie all’intesa tra istituzioni, considerato che Catania è fortemente legata al suo porto. L’obiettivo che ci siamo dati è ambizioso ma possibile, sfruttando anche la vicinanza dell’aeroporto da cui i turisti possono arrivare e ripartire”.

In particolare le iniziative riguardano un abbattimento di circa il 30% della tariffa di smaltimento rifiuti, ottenuto grazie alla disponibilità della società che gestisce il servizio, proponendo quindi tariffe in linea con quelle dei porti di Palermo e Messina. Nei prossimi giorni sarà completato inoltre il percorso pedonale dedicato ai turisti che scendono dalle navi, grazie all’accordo con la società di gestione della stazione marittima. “Il porto di Catania - ha concluso Aiello - è stato designato come porto di interesse strategico nazionale, al quinto posto tra quelli italiani. Stiamo privilegiando un approccio imprenditoriale e inoltre pensiamo di restituire il porto storico alla città perché diventi una bella passeggiata per cittadini e turisti: bisogna non solo guardare avanti, ma alle spalle, dove c'è la città. Non si può gestire un porto chiusi dentro”. 

Articolo pubblicato il 14 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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