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Sicilia indebitata fino al collo, paga il cittadino (e non chi ha sbagliato)
di Redazione

Il governo Crocetta intende congelare per 30 anni le addizionali Irpef e Irap (le più care tra le regioni italiane) per garantire un mutuo da 1 miliardo di euro, necessario per pagare i debiti verso le imprese. Oltre alla spending reviewil M5s chiede "sanzioni per la classe dirigente"

Tags: Irpef, Irap, Sicilia, Debiti Pa, M5S, Grillo, Cinquestelle, Sicilia, Regione Siciliana, Antonello Montante, Spending Review, Ars, Assemblea Regionale Siciliana, Imprese



Dopo qualche giorno di leggera tranquillità, seguito alla tempesta scatenata dal travagliato "parto" della riforma delle Province, l’Assemblea regionale siciliana si appresta a tornare incandescente.
 
Il calendario dei lavori prevede l’esame del Disegno di legge, numero 500, sui pagamenti della Pa, che a partire da domani sarà esaminato dal Parlamento siculo. Il testo stabilisce il congelamento per trent’anni delle addizionali Irpef e Irap – che in Sicilia hanno aliquote draconiane, tra le più alte d’Italia – al fine di garantire il mutuo da un miliardo di euro per pagare i debiti accumulati dalla Pubblica amministrazione (600 milioni nella sola sanità nostrana) con le imprese.
 
Sebbene non si possa più rimandare il pagamento delle aziende in crisi d’ossigeno, il provvedimento potrebbe essere la pietra tombale dello sviluppo isolano. “Nei prossimi giorni – afferma il Movimento cinque stelle di Sicilia - ci attende in aula una dura battaglia che potrebbe segnare l’effettiva ripresa economica della nostra terra”.
 
“Il Governo – spiegano i pentastellati - intende contrarre un ‘mutuo’ di ben 1 miliardo al fine di pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. La presente anticipazione di liquidità dovrà essere restituita in ‘comode rate’ per i prossimi 30 anni, eliminando di fatto la futura possibilità di abbassare l’addizionale l’IRPEF (che pagano tutti i cittadini) e l’IRAP (che pagano le imprese), gettiti che verranno appunto utilizzati per la copertura dello stesso”.
 
In pratica, sostengono i grillini, “con il ddl 500 il Governo Crocetta, con la sua presunta maggioranza sorretta dal Pd, vorrebbe essere autorizzato a contrarre tale mutuo prevedendo di restituire tali somme con quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell’addizionale regionale all’IRPEF, già disposte per la copertura di ‘buchi’ di bilancio fatti negli anni pregressi nel settore sanitario”.
 
Ma “questo significa che dopo il 2016, nonché una volta concluso il piano di rientro del sistema sanitario nazionale attualmente in essere, non ci sarà la possibilità di abbassare l’aliquota dell’addizionale IRPEF ed IRAP per i prossimi 30 anni”.
 
I Cinquestelle muovono una serie di critiche al testo governativo, tra cui il fatto – già denunciato da Antonello Montante, leader degli industriali isolani – che “bloccare le addizionali per 30 anni vuol dire non dare spazio di ripresa economica e sociale”. Perché, invece, non tagliare gli sprechi?
 
Il bilancio preventivo 2014 della Regione – come abbiamo scritto nell’inchiesta a firma di Lucia Russo (qui il testo integrale) - prevede spese correnti per 14,2 miliardi e investimenti per 7,4 miliardi, ma la spesa corrente, intervenendo da subito con le riforme giuste, potrebbe essere abbassata di 3,2 miliardi e andare a rifocillare gli investimenti.
 
Altro cosa che dicono i grillini è l’assurdità per cui “i dipendenti della Pubblica amministrazione e i politici non debbano mai pagare”.
 
“Chi ha sbagliato paghi severamente – tuona il comunicato del M5s all’Ars - per aver distrutto la nostra terra e le nostre risorse. Per questo motivo vorremmo inserire norme di sanzioni volte a responsabilizzare la classe dirigente”. Quantomeno a pagare non siano solo i cittadini, vittime innocenti di una burocrazia e una casta politica del tutto incapace. E il miliardo di debiti sta lì a certificare tale inadeguatezza.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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