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Mario Finocchiaro: «Sicurezza nel territorio e dialogo coi cittadini»
di Annalisa Giunta

Forum con Mario Finocchiaro, Questore di Agrigento

Tags: Mario Finocchiaro, Agrigento



Lei è questore di Agrigento da poco, come ha trovato la situazione sotto il punto di vista di sicurezza del territorio al momento del suo insediamento?
“Avendo lavorato nella provincia di Caltanissetta ed Enna, che hanno degli stretti rapporti sul piano criminale con la provincia di Agrigento, già conoscevo, seppure indirettamente, il territorio. È una provincia difficile; tradizionalmente ha una presenza mafiosa atavica, radicata e ben consolidata; una criminalità organizzata che ha stretto legami con analoghe realtà quali Trapani, Palermo e Caltanissetta, che si è anche manifestata in certi momenti in maniera cruenta, con fatti di sangue dovuti alle lotte all’interno di cosa nostra e tra cosa nostra e la stidda, che si è sviluppata molto anche nel territorio agrigentino. Attualmente la situazione apparentemente è tranquilla, tuttavia dall’attività investigativa emerge che il fenomeno mafioso, sebbene indebolito, continua a svolgere un pesante ruolo negativo sull’economia e sullo sviluppo economico-sociale della provincia. Nonostante i numerosi colpi inferti, infatti proseguono i fenomeni di condizionamento nel settore degli appalti, ma anche le estorsioni a danno di imprenditori e commercianti. Indice di tutto ciò è il perdurare del verificarsi di reati quali gli attentati incendiari, danneggiamenti, atti intimidatori in genere. Le estorsioni, non necessariamente si configurano nella classica richiesta di pizzo, ma anche con l’imposizione di sub appalti, di assunzioni di personale, della fornitura di materiale e servizi o nella cessione forzata di attività economiche da parte di quegli imprenditori che non riescono a fronteggiare le richieste estorsive a soggetti apparentemente puliti ma, di fatto, riconducibili alle organizzazioni mafiose. Sul piano della criminalità comune non si riscontra una situazione preoccupante: registriamo un aumento dei reati contro il patrimonio, riconducibile alla crisi economica. L’aspetto positivo è che ad Agrigento c’è stata e c’è una fortissima azione repressiva in particolare subito dopo gli anni delle “stragi”. Il fenomeno della criminalità organizzata non è stato sicuramente debellato ma di certo indebolito. Altro aspetto positivo è quello della crescita della coscienza civile e di collaborazione con le forze dell’ordine, grazie anche alla nascita e allo sviluppo di associazioni antiracket. Dal punto di vista della crescita civile, così come sull’aspetto repressivo, sono ottimista anche se l’impegno non va diminuito bensì incrementato”.

Qual è l’attiva svolta in seno alla crescita della cultura civile e della legalità?
“La Polizia di Stato, così come le altre forze dell’ordine, si presta a svolgere l’attività di diffusione della cultura della legalità lo fa mediante iniziative di prossimità cercando di favorire al massimo il contatto diretto tra Polizia e cittadino; esempio di questo è il poliziotto di quartiere e poi tutte le molteplici iniziative che svolgiamo nelle scuole. C’è un riscontro  positivo con gli studenti con i quali si instaura un dialogo aperto e sereno, durante il quale riusciamo a dissipare anche i pregiudizi che loro, a volte, hanno nei confronti delle Forze dell’Ordine”.

Come è il rapporto con le altre forze dell’ordine?
“È uno splendido rapporto di dialogo e di collaborazione, il tutto sotto il coordinamento del Prefetto. La collaborazione tra istituzioni è un’arma vincente che ci consente di fronteggiare bene tutte le emergenze, anche se, allo stesso tempo, un sano e corretto spirito di emulazione può concorrere ad ottimizzare i risultati complessivi”.
 
Da quanti uomini è composto il vostro organico?
“Sono circa 600 uomini suddivisi tra la Questura, i 5 Commissariati e le varie specialità della Polizia di Stato. L’organico è sufficiente, anche se abbiamo subito una contrazione di risorse. È chiaro che, nei casi di necessità e nelle emergenze sul piano della Polizia Giudiziaria, dell’ordine pubblico o dell’immigrazione, abbiamo sempre avuto grande disponibilità dal Capo della Polizia, dagli organi dipartimentali e dal ministero”.

Qual è la situazione sul fronte dell’immigrazione?
“Lo scorso anno sono stati circa 17.000 gli ingressi tra Lampedusa e altre zone della costa agrigentina. Abbiamo un impegno notevolissimo, sul fronte delle identificazioni e del fotosegnalamento, delle procedure e dei provvedimenti amministrativi, della vigilanza e dei trasferimenti dei migranti. Collaboriamo inoltre alle attività di assistenza e accoglienza di cui si occupano specificatamente altri Enti”.

Quali sono gli obiettivi che vorrebbe raggiungere per il suo primo anno di attività?
“Ho trovato una buona situazione, quindi cercherò di mantenere questo trend già esistente, nell’ottica di migliorare ulteriormente i risultati, soprattutto  nel settore della criminalità organizzata facendo leva anche sulla mia esperienza acquisita negli anni. Cercherò di incentivare le forme di collaborazione e di associazionismo per diffondere la cultura della legalità”
 


Curriculum Mario Finocchiaro
 
Mario Finocchiaro, 57 anni, in Polizia dal 1985. Prima al reparto mobile, poi alla questura di Palermo; alla questura di Caltanissetta prima come vice dirigente della Squadra mobile, poi dirigente della Digos e della Squadra mobile; alla questura di Enna prima come capo di gabinetto, per oltre sei anni dirigente della squadra mobile e dopo la promozione a primo dirigente della Polizia di Stato nel 2001 vice questore vicario; alla questura di Catania come capo di gabinetto del questore e alla questura di Cosenza come vice questore vicario. Dirigente superiore della Polizia di Stato dal 2012 è stato nominato questore di Crotone. Dal 9 settembre 2013 è  questore di Agrigento.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mario Finocchiaro, Questore di Agrigento
Mario Finocchiaro, Questore di Agrigento