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Quotidiano di Sicilia

Ddl pagamenti slitta mentre la maggioranza gioca a rimpastino
di Antonio Leo

Ieri doppia fumata nera per Rosario Crocetta: gli alleati insistono nella richiesta di azzerare la Giunta (ma il governatore non ne vuole sapere e ha minacciato le dimissioni), mentre il maxi-mutuo da 1 miliardo di euro torna in commissione Bilancio

Tags: Crocetta, Regione Siciliana, Luca Bianchi, Rosario Crocetta, Maxi-mutuo, Ddl Salva Imprese, Sicilia, Rimpasto Sicilia



Doppia fumata nera. Niente rimpasto di Giunta e niente discussione sul Ddl 500, il nuovo testo governativo che tiene banco fuori e dentro il Parlamento siciliano.
 
Non sono bastate, ieri pomeriggio, cinque ore di conclave alla maggioranza che sostiene Crocetta per sciogliere tutti i nodi relativi alla ricomposizione della squadra di governo. Secondo quanto filtra da chi ha partecipato alla riunione, la discussione si è protratta in un clima di nervosismo tra il governatore Rosario Crocetta, che ha difeso l'azione del governo, e gli alleati che hanno chiesto un nuovo profilo politico dell'esecutivo.
 
“Basta, volete che mi dimetto? Sono pronto...”, avrebbe sbottato a un certo punto il presidente della Regione di fronte all’insistenza del Partito democratico e dell’Udc che chiedevano con insistenza l’azzeramento della Giunta (ipotesi fino ad ora sempre scartata dall’ex sindaco di Gela) e l’ingresso di politici per dare una svolta all'azione di governo.
 
Il vertice è stato aggiornato a giovedì prossimo. Intanto piovono critiche dall’opposizione che continua a sottolineare le difficoltà di dialogo sempre più evidenti nelle fila governative. “Per Crocetta è arrivato il momento di dover 'pagare il conto' per il sostegno degli alleati al varo della riforma delle province". Lo ha detto il capogruppo di Fi all'Ars, Marco Falcone.
 
Nel frattempo – mentre il Governo si affannava in faccende da vecchia politica – le imprese e i cittadini sono rimaste con il fiato sospeso per l’esito del disegno di legge che prevede l’accensione di un mutuo da 1 miliardo di euro per pagare i debiti con le imprese attraverso il congelamento per trent’anni delle addizionali Irpef e Irap, al momento tra le più alte d’Italia.
 
Il testo è stato oggetto di numerose critiche, specie da Confindustria, Confcommercio e dai sindacati: tutti concordano nel ritenere che, sebbene sia necessario onorare l’impegno con le aziende ormai alla canna del gas, condannare intere generazioni di siciliani a una tassazione così elevata frenerebbe lo sviluppo e allontanerebbe, ancor di più, gli investitori stranieri. L ’alternativa invocata è quella di tagliare in maniera drastica tutte le spese inutili e clientelari che si annidano tra i gangli della Regione e del Parlamento siculo.
 
In Aula, però, a discutere di un testo fondamentale per le sorti dell’Isola non c’era quasi nessuno. Soprattutto gli scranni della maggioranza sono rimasti desolatamente vuoti, con l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, tra i pochi a riscaldare la sedia con malcelato imbarazzo. “Bloccare il ddl pagamenti avrà un impatto devastante, bisogna capirlo”, avrebbe poi detto più tardi il responsabile dei conti regionali.
 
“Chi ha sbagliato paghi – ha tuonato ieri sera con un post su facebook Giancarlo Cancelleri del Movimento cinque stelle - Dovevamo discutere il delicato Ddl 500, ma il Governo è assente e con esso gran parte dei Parlamentari. Questo è il rispetto che alcuni politici hanno nei confronti delle istituzioni ma soprattutto dei cittadini! Tutto questo è inaccettabile!”.
 
“In quest'aula oltre il 90% dei deputati è contrario al disegno di legge che prevede il mutuo da un miliardo – ha poi aggiunto il vice presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo - Procediamo con l'iter e bocciamolo. Il governo è assente sul piano dell'attività ispettiva: non c'è mai, quando bisogna rispondere alle centinaia di interrogazioni parlamentari”.
 
Di fronte alla latitanza della Giunta, il ddl 'salva-imprese' fa una fine prevedibile: torna in commissione Bilancio, così come chiesto dal capogruppo della Lista Musumeci-Forza Italia, Santi Formica. A breve Crocetta e Bianchi terranno una conferenza stampa per affrontare proprio la questione dei pagamenti.
 
Sullo sfondo restano le imprese, che perdono altro tempo prezioso, così come tutta la Sicilia in attesa di misure drastiche per lo sviluppo economico. Tanto che importa? Ma sì, giochiamo a rimpastino.
 

Articolo pubblicato il 19 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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