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Truffe, assunzioni fittizie, clientele: nuovi inquietanti elementi sull'affare Genovese
di Redazione

Secondo la Procura di Messina, sarebbero emerse complicità per l'erogazione dei finanziamenti con Salvatore La Macchia, capo della segreteria dell'ex assessore alla Formazione Centorrino. Nel mirino anche l'ex senatore del Pd, Antonio Papania

Tags: Genovese, Formazione, Papania, La Macchia



Nel corso delle indagini della Procura di Messina sui corsi di formazione, che hanno portato alla richiesta di arresto nei confronti del deputato Francantonio Genovese (Pd), sarebbero emerse complicità per l'erogazione dei finanziamenti con Salvatore La Macchia, capo della segreteria particolare dell'ex assessore regionale all'Istruzione ed alla Formazione Mario Centorrino, che secondo gli inquirenti sarebbe stato nominato proprio in 'quota' Genovese.
 
Grazie a intercettazioni e a riprese video sarebbero stati riscontrati legami associativi per la cura degli interessi del gruppo Genovese. In particolare è stato possibile ricostruire l'acquisizione dell'ente di formazione Enfap Palermo, ritenuto dagli investigatori l'anello di congiunzione occulto tra Genovese ed un vero e proprio "sistema", sottoposto al suo diretto controllo, per la cura di interessi economici e politici attraverso l'impiego di finanziamenti pubblici.
 
Sarebbero state inoltre accertate numerose truffe mediante assunzioni fittizie all'Enfap commesse per occultare l'utilizzo di falsi dipendenti presso la stessa segreteria politica del parlamentare. Tra le vicende prese in esame nel corso delle indagini anche la questione del ridimensionamento scolastico regionale, in ordine al quale sarebbero emersi rapporti tra Genovese e l'ex senatore Antonio Papania, anche lui del Pd, che non è stato ricandidato alle ultime Politiche, su decisione dei garanti del partito.
 
Genovese e Papania, tramite pressioni esercitate grazie a La Macchia ai vertici dell'assessorato, avrebbero ottenuto nomine di personale tecnico-amministrativo, ma soprattutto di dirigenti scolastici. L'intento, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di preservare e conservare l'incarico di dirigenza in alcuni plessi scolastici per amici di Genovese, anche ai danni di dirigenti scolastici aventi diritto.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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