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Quotidiano di Sicilia

Scegliere dove curarsi è un diritto
di Liliana Rosano e Serena Grasso

Regione: il Dpef 2014-17 ignora la direttiva Ue 24/11 su cure transfrontaliere e i malati in fuga ci costano 260 mln € l’anno. Ue, procedura infrazione 129/14, ma la Regione non pubblica i voti alle strutture

Tags: Regione Siciliana, Sanità, Piano Sanitario, Dpef



Abbiamo pubblicato il 3 ottobre 2013 l’inchiesta “Offerta sanitaria senza libera scelta”, avendo rilevato come in Sicilia i cittadini non sono messi nelle condizioni di scegliere il migliore servizio pubblico o privato dove curarsi. Adesso, però, la direttiva europea 24/11 sulle cure transfrontaliere è stata recepita in Italia con decreto legislativo approvato il 28 febbraio 2014. Il recepimento è avvenuto in ritardo, tanto che l’Europa aveva già avviato la procedura d’infrazione n. 0129/2014, a maggior ragione non c’è più tempo da perdere. La Sicilia non può rimanere indietro, deve attivarsi rispetto agli obblighi di pubblicare on line tutte le strutture e l’efficacia delle cure in esse effettuate. Se non lo farà metterà a rischio il Paese rispetto alle sanzioni Ue per la mancata applicazione, come già avvenuto con il ritardo nel pagamento dei debiti della Pa.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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