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Quotidiano di Sicilia

“Infrastrutture, sette miliardi bloccati”
di Emiliano Zappalà

Fillea Cgil ha fatto i calcoli delle somme destinate alla realizzazione di opere e di messa in sicurezza subito cantierabili in Sicilia. Tarantino: “Si creerebbe lavoro per 70mila persone, il Pil regionale aumenterebbe del 6%”

Tags: Edilizia, Infrastrutture, Economia



CATANIA - Fillea Cgil Sicilia fa i conti e i calcoli per la nostra regione e sono previsioni positive. Si è aperto qualche giorno fa il congresso regionale dell'associazione. Tra gli argomenti trattati, il più importante riguarda senz'altro le stime sui lavori cantierabili e realizzabili a partire da subito. Emerge infatti dal rapporto che oltre 7 miliardi potrebbero essere immediatamente spesi nell'Isola per infrastrutture e interventi di messa in sicurezza e sostenibilità, rilanciando così l’edilizia. L'analisi fa riferimento prevalentemente ai fondi disponibili e, a vario titolo bloccati, che potrebbero essere resi nuovamente attivi e disponibili. La stima è stata fatta tenendo in considerazione anche dei numeri pubblicati dal Cerdfos.

Il segretario regionale, Franco Tarantino ha dichiarato che “Se solo si spendesse la metà di queste risorse in un anno il Pil della Sicilia crescerebbe del 6 per cento.” Questo perché, come lo stesso segretario ha riferito “l’attivazione di tutte le risorse  creerebbe occupazione per 70 mila addetti”.

Proprio questo settore, negli ultimi anni, è stato colpito più duramente dalla crisi. È qui che si sono verificati i cali e i tagli più drastici. Tanti impiegati nel settore edile, dal 2007, hanno perso il lavoro Il boom di disoccupati si è avuto però soprattutto negli ultimi anni. In questo periodo sono stati 59 mila i posti perduti. Dal 2008 è stato registrato, secondo i calcoli resi noti dal sindacato, anche un calo del monte ore di lavoro che nel periodo che va dal 2008 al 2013 è sceso del 43 per cento. Secondo la Fillea si tratta di una vera e propria “debacle che è stata conseguenza anche del calo vertiginoso degli importi andati a gara”. Si parla infatti di 650 milioni nel 2008 e di 369 nel 2013. In più, se si considerano le 334 gare bandite nel 2012, solo 155 , ovvero il 47 per cento, risultano essere state completate. “La crisi – aggiunge l'associazione – si legge anche nell’andamento delle imprese: dal 2008 al 2016 ne sono fallite 600 e hanno chiuso battenti in 2.500. E se non chiude, l’impresa edile si inabissa”.

La crisi ha colpito inevitabilmente anche tutta l’industria collegata. Le cementerie hanno registrato un calo vertiginoso della produzione, e alcune, ad esempio quella di Porto Empedocle. Stessa sorte per le aziende dei laterizi e del legno.

È per questo che la Fillea chiede che vengano aperti i cantieri al più presto soprattutto che riguardano opere stradali, per un 'ammontare complessivo di 2 miliardi e 121 milioni. Sono queste le cifre riferite all’Anas. Ma anche delle opere e dei fondi  riferiti al Cas che si aggirerebbero intorno a1 miliardo e 275 milioni. “I progetti sono già finanziati – ha ribadito Tarantino – e attendono solo una delibera di recepimento del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis)”. Tra le opere in questione ci sono la Nord-Sud Camastra Gela (520 milioni), la Licodia Eubea (112 milioni), la Birgi-Mazara del Vallo (134 milioni), la Bronte-Adrano (55 milioni), la Agrigento-Caltanissetta (990 milioni), la Bolognetta Lercara (296 milioni), la Tangenziale San Gregorio (10 milioni). Le opere del Cas invece sono la Siracusa-Gela e Ragusa-Catania che sono riimaste paralizzate in attesa della stipula di una convenzione fra ministero per le Infrastrutture e il Project financing Tecnis. Anche per il sistema ferroviario sarebbero stati stanziati 2 miliardi e 426 milioni per la direttrice Palermo Catania anche lì si attende il “via” del Cis.
Nel frattempo tutto rimane bloccato e l'intero sistema annaspa.

Articolo pubblicato il 21 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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