Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Renzi prepara l’Italia al semestre europeo
di Redazione

Tasse, Patto di stabilità, lavoro e riforme i temi caldi toccati a Bruxelles

Tags: Matteo Renzi, Unione Europea



BRUXELLES - La ripresa economica “è modesta, timida, ma è in atto. Tra i fattori qualificanti c'è il tema della forza dell'export, ma anche la ripresa di fiducia che è condizione dello sviluppo economico”: lo ha detto Matteo Renzi durante una conferenza stampa alla fine degli incontri istituzionali degli ultimi due giorni a Bruxelles. Dopo il braccio di ferro di ieri sul rispetto dei vincoli Ue, nella sua seconda giornata brussellese il premier ha incontrato, prima dell'inizio dei lavori del vertice Ue, il presidente Ue Herman Van Rompuy. “L'Europa cambia verso”, ha detto Renzi scherzando con i cronisti. Sul Fiscal compact ha presicsato che tratta di “un impegno che il nostro Paese ha preso e come tutte le regole che ci siamo dati confermiamo l'impegno”.

Sottolineando anche l'importanza del semestre europeo, Renzi ha voluto testimoniare che il clima con l’Europa è positivo e aperto: “Non mi sembra che ci sia alcun rapporto conflittuale con le istituzioni europee - ha detto - abbiamo grandissima fiducia e un grande desiderio di investire nell'Europa che non rappresenta il nostro passato ma il nostro futuro”.

“'Non è vero che è un appuntamento burocratico - ha rilevato -. L'Italia ci può arrivare avendo molto da dire e da fare soltanto se prima sarà in grado di svolgere un gigantesco lavoro sulle riforme. Il semestre che noi immaginiamo - ha insistito - vede l'Europa sulle frontiere di innovazione, agenda digitale, climate change, che affronti questioni vere a partire dalla lotta alla disoccupazione. Un'Europa che si occupi di vincoli astratti e lontani da gente è un'Europa che sbaglia”.

Renzi su questo punto ha insistito molto: “L'Italia non è un Paese che viene in Europa a fare la cicala che scialacqua, noi siamo contribuenti attivi”, e ha speficiato che “il debito è salito al 132% per due ragioni: perché il Pil è crollato e perché sono cresciute le spese per il fondo salva-Stati".

Il premier ha anche confermato l'intervento sui compensi dei manager, replicando così anche al numero uno delle Ferrovie contrario al taglio: “Confermo l’intervento sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono convinto che quando Moretti vedrà la ratio sarà d'accordo con me”.

Le tasse, poi, non aumenteranno: parola di Renzi che in un tweet, da Bruxelles, scrive a chi gli chiede se intende alzarle: “No, lo vedrai. Contro l'evasione ho intenzione di combatterla anche attraverso l'innovazione digitale e l'incrocio dei dati”'.
Il premier ha trovato una buona sponda nel presidente del Parlamento Europeo Schulz, il quale si dice d'accordo con lui perché, afferma, “c'è bisogno di una filosofia e di una strategia della crescita. Se non ci sarà crescita in Italia, non ci sarà neppure in Europa e viceversa”.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus