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Quotidiano di Sicilia

Immigrazione, scendono a 310 milioni di euro gli investimenti dell’Ue per l’Italia
di Roberto Quartarone

I Paesi membri riceveranno 6 mila euro per ogni richiedente asilo e altri 4 mila per chi viene da Siria o Ucraina. Iacolino (Ppe): “La riduzione del 16% dei fondi ha compresso libertà, giustizia e sicurezza”

Tags: Immigrazione, Emigrazione



STRASBURGO (Francia) – Il Parlamento europeo ha varato la settimana scorsa il Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione: l’Amif vale 2,4 miliardi di euro e per i prossimi sette anni servirà a migliorare i servizi offerti ai migranti che richiedono asilo e alla loro integrazione nella società europea. A questo s’aggiunge un altro fondo, per la sicurezza interna (Isf, 2,8 miliardi di euro) che servirà a migliorare la cooperazione tra le forze di polizia, in modo da prevenire la criminalità e sorvegliare le frontiere.

Non a caso i due fondi sono stati approvati insieme venerdì scorso: l’argomento dell’immigrazione, sempre d’attualità anche se meno in risalto rispetto alla scorsa estate, per avere un consenso ampio deve conciliare l’accoglienza dei rifugiati e anche il controllo di chi veramente può richiedere asilo e chi no. Finora, in questo campo si sono registrati i problemi maggiori, con legislazioni nazionali eterogenee e applicazioni pratiche che spesso scadono in storture.

Per ciò che riguarda l’Amif, oltre ai 2,4 miliardi che saranno a disposizione degli Stati membri per le misure a sostegno della migrazione legale, sono stati previsti altri 746 milioni di euro per programmi comunitari e altre azioni. In realtà, queste misure dovranno essere accompagnate anche da un 20 per cento in più di spesa per ogni Stato. I paesi dovranno fornire spiegazioni dettagliate se vogliono mantenere le spese sotto queste percentuali e chi deve affrontare “carenze strutturali in materia di alloggi, infrastrutture e servizi” non avrà la possibilità di decidere di spendere meno in materia di asilo.

Per l’Italia, si parla di una cifra poco superiore ai 310 milioni di euro, inferiore solo a quella destinata al Regno Unito (60 milioni in più). Il 20 per cento aggiuntivo ammonterebbe ad altri 62 milioni di euro che difficilmente potremo evitare. “Se da un lato – ha affermato Salvatore Iacolino, eurodeputato del Ppe – la semplificazione che ha portato da sei a due i fondi specifici va nella giusta direzione per un agevole accesso alle risorse, dall’altro la riduzione del 16 per cento delle risorse ha compresso l’esigenza forte di rafforzare quello spazio di libertà, giustizia e sicurezza che avremmo voluto consolidare”.

I Paesi membri riceveranno, nell’ambito dell’Amif, 6 mila euro per ogni richiedente asilo, a cui possono aggiungersene altri 4 mila per chi proviene da Stati prioritari come Siria e Ucraina. L’Isf, invece, sarà utilizzato per costruire le infrastrutture necessarie ai valichi di frontiera e per la sorveglianza dei confini marittimi: sarà dunque fondamentale per evitare le tragedie del Canale di Sicilia.


I DATI PARLANO

2,4 mld € i fondi dell’Amif per gli Stati membri Ue nel periodo 2014-2020

746 mln € a disposizione dei progetti comunitari legati all’Amif

310 mln € la quota dell’Amif a disposizione dell’Italia nel periodo 2014-2020

62 mln € potrebbe dover spendere in più l’Italia a integrazione dell’Amif (il 20% in più)

Articolo pubblicato il 25 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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