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Strisce blu, il Ministero cede alle pressioni dei Comuni
di Redazione

Per sanzionare chi sosta oltre il termine per cui ha pagato, gli Enti dovranno emanare una specifica delibera. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. Il Codacons: "Classica soluzione all'italiana, ma illegale"

Tags: Codacons, Aduc, Strisce Blu, Infrastrutture, Ministero Infrastrutture



“La regolamentazione della sosta è materia di competenza comunale e per irrogare penali o sanzioni pecuniarie nei confronti di chi sosta oltre il termine per cui ha pagato, i Comuni devono ora emanare una specifica delibera". Lo precisa il Ministero dei trasporti in una nota a proposito della sosta nei parcheggi con le strisce blu. "In assenza di tale delibera e quindi finché non verrà approntata non è possibile elevare multe per il caso in questione", continua il Ministero.
 
Nell'incontro di ieri con il presidente dell'Anci, spiega la nota del Ministero, "sono stati confermati il parere dei ministeri: per chi sosta nelle strisce blu oltre il termine per cui ha pagato non viene elevata contravvenzione per divieto di sosta perché ciò non è previsto dal Codice della strada".
 
"Le penalità per il mancato pagamento che i comuni possono prevedere - precisa il Ministero - devono essere improntate a criteri di commisurazione e ragionevolezza rispetto alla tariffa richiesta per la sosta. La penalità per il non rispetto di un contratto (tale è il pagamento di una tariffa a fronte dell'erogazione di un servizio) non può essere vessatoria".
 
"E' auspicabile - conclude la nota - che nella legge delega per il nuovo Codice della Strada in esame al Parlamento vengano indicati i principi generali a cui i Comuni devono attenersi e in ogni caso stabilito il criterio che le multe non possono essere una ulteriore forma di tassazione indiretta del cittadino".
 
Durissima la reazione delle associazioni dei consumatori. "La vicenda delle multe per la sosta nelle strisce blu, comminate perché prolungata oltre il tempo per cui l'automobilista ha pagato il ticket, ha finalmente un punto fermo – spiega il presidente dell’Aduc, Vincenzo Donvito - Ma con un 'prezzo' e un metodo che fa onore all'Italia degli stenti: il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, lo ha messo con un 'obbedisco' all'Associazione nazionale dei Comuni d'Italia (Anci), guidata dal sindaco di Torino Piero Fassino, cioè i Comuni possono prevedere che, oltre al corrispettivo e la penale per il tempo di sosta sforato, sia comminata una sanzione pecuniaria non per violazione del codice della strada ma per violazione di una delibera comunale".
 
Il Codacons si spinge anche oltre, parlando di una “classica soluzione all’italiana”, ma “illegale”. “In pratica il Governo – afferma il presidente Carlo Rienzi - ha deciso di lavarsene le mani, facendo rientrare dalla finestra le sanzioni uscite dalla porta. Le 'penali', infatti, sarebbero in tutto e per tutto equivalenti alle 'vecchie' multe. Ma la loro base giuridica non sarebbe una legge, il Codice della strada, ma un regolamento comunale. In pratica, avendo 8000 comuni, avremmo 8000 regolamenti comunali e, soprattutto, 8000 penali differenti, una per ogni comune italiano: 8000 staterelli che si fanno la loro legge personalizzata! Verrebbe meno il principio della certezza del diritto. L'automobilista non potrebbe sapere, infatti, che penale ha previsto quel particolare comune e scatterebbero milioni di contenziosi".
 
"Sarebbe una vera e propria giungla", aggiunge Rienzi, perché "i comuni dovrebbero fare come a Sassari, mettere un avviso dando 60 giorni per consentire al consumatore di mettersi in regola, pagando la differenza tariffaria, non introdurre multe che non sono previste dalla legge e dal Codice della strada. È già abominevole far pagare il parcheggio a chi risiede. I comuni dovrebbero multare chi sta in doppia fila e aumentare le strisce bianche a tempo", conclude Rienzi.
 
Il Codacons chiede quindi al ministro dell'Interno Angelino Alfano e delle Infrastrutture Maurizio Lupi di sentire tutte e due le campane. Non può incontrare solo l'Anci, ma anche le associazioni di consumatori. È evidente, infatti, che va trovata una vera soluzione condivisa, che sia uniforme per tutto il territorio nazionale. Per il passato, poi, dato che fare causa non conviene a nessuno, va trovato un compromesso, visto che i comuni dovrebbero restituire i soldi indebitamente percepiti.
 

Articolo pubblicato il 28 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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