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Formazione, spuntano altre assunzioni
di Michele Giuliano

I deputati di FI chiedono una commissione d’inchiesta per vagliare 7 mila nuovi incarichi attribuiti dal 2008 in poi. Ora c’è il rischio che, in caso di ricorsi, i lavoratori vengano assunti in pianta stabile dagli Enti

Tags: Formazione, Nelli Scilabra, Anna Rosa Corsello



PALERMO - Ma quanti sono davvero i lavoratori degli enti di formazione? Ancora oggi, nonostante le commissioni d’inchiesta le audizioni, le verifiche e i resoconti più o meno attendibili non si ha un’idea veramente chiara. Chi pensava che la commissione d’inchiesta dell’Ars del 2012 avesse definitivamente spazzato ogni dubbio sui reali numeri dell’apparato siciliano al collasso ancora una volta ci rimane spiazzato. A parte in questi anni il continuo rincorrersi di notizie che si smentivano a vicenda, ora emerge un altro dato sconcertante: i lavoratori che sono entrati nel circuito della formazione negli anni successivi al blocco delle assunzioni, stabilito dalla Regione al 31 dicembre del 2008, sarebbero stati ben 7 mila.
 
La disposizione del governo regionale di blocco delle assunzioni sarebbe stata aggirata dagli enti facendo entrare nuovi lavoratori con contratti atipici, quindi nessuna vera assunzione a tempo indeterminato. Il dato è stato confermato dalla dirigente generale del Dipartimento della Formazione professionale in Sicilia, Anna Rosa Corsello, nel corso di un’audizione alla competente commissione all’Ars: “Sarebbero circa 7 mila le assunzioni fatte dagli enti – denuncia la dirigente - dopo lo stop ai contratti a tempo indeterminato, cosa che in caso di ricorso al giudice potrebbe provocare il tracollo del sistema”.

Parecchi lavoratori sarebbero entrati nel mondo della formazione siciliana attraverso la porta di servizio di contratti atipici, suscettibili di essere trasformati in sede di conciliazione e giudiziaria in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. In parole povere se i lavoratori esclusi dal sistema per effetto del rispetto del blocco delle assunzioni facessero ricorso potrebbero vincerlo perché hanno superato i tre anni di limite con assunzione a tempo determinato. La legge in vigore dice infatti che dopo i tre anni si deve garantire l’assunzione ai lavoratore sottoposto a contratti atipici.

Il Movimento 5 Stelle ora lancia un appello alle autorità preposte: “Dopo la tegola Genovese la magistratura dovrebbe intervenire in altri settori della formazione professionale” hanno chiesto i parlamentari dopo l’audizione in Commissione. “Sono venute fuori nuove e gravissime anomalie – dice la deputata Gianina Ciancio – che rischiano di far collassate il sistema”. “Gli enti che non hanno giustificato le spese rischiano – aggiunge la collega all’Ars Valentina Zafarana – di dover restituire ingenti somme e a farne le spese potrebbero essere i lavoratori”.

I dati emersi in audizione riguardano migliaia di assunzioni che sarebbero state effettuate dopo il blocco stabilito nel 2008, in assenza di controlli e a fronte di rendicontazioni parziali da parte degli enti. Per questo il gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle chiede all’amministrazione l’invio degli incartamenti in Procura e la rimozione dei dirigenti responsabili. L’ultima audizione a palazzo di Normanni della dirigente generale del dipartimento istruzione e Formazione professionale, Anna Rosa Corsello, consegna la radiografia di un settore sull’orlo del collasso.
 
Oggi il commento di Vincenzo Figuccia (Fi). "Nessun braccio di ferro sulla testa dei lavoratori della formazione. Tra Regione ed enti si faccia subito chiarezza, in modo responsabile, tutelando gli oltre 7 mila professionisti del settore che in assenza dello sblocco della terza annualità dei corsi e dell'erogazione dei relativi fondi si ritroveranno drammaticamente a casa. Un'apocalisse che una Sicilia oltremodo devastata non potrebbe sopportare. Ad oggi il governo Crocetta non ha saputo produrre un piano di razionalizzazione vera della programmazione dell'offerta formativa, un vuoto che ha creato un caos assoluto". 
 


Controlli inesistenti, si scontano anni di lassismo
 
Ma come si è potuti arrivare a questo punto, cioè a permettere negli anni passati assunzioni seppur con contratti atipici? “Questo – afferma la deputata Gianina Ciancio – a causa di controlli inesistenti. E’ stata la stessa dottoressa Corsello ad ammettere che in assessorato ci sono circa 2000 faldoni di documentazione giacenti dal 1998, che solo ora hanno cominciato ad essere esaminati”. Negli ultimi tempi, invece, sarebbero stati gli enti a mostrarsi sordi alle richieste di invio delle carte, fatte dalla Regione, cosa che rischia di innescare l’ennesima bomba nell’universo Formazione. “Gli enti che non hanno provveduto a mandare in assessorato le pezze d’appoggio – afferma Valentina Zafarana – non solo non vedranno mai i saldi dei finanziamenti che si attestano a circa al 25 per cento delle annualità già erogate, ma rischiano di dover restituire anche le anticipazioni avute, con contraccolpi dalle conseguenze forse nemmeno immaginabili e che potrebbero pagare anche i lavoratori”. Per ottenere la documentazione, la Regione avrebbe bussato più volte alle porte degli enti di formazione, spesso invano. Gli enti inadempienti sarebbero decine. Gli elenchi dovrebbero essere resi noti a giorni.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Anna Rosa Corsello
Anna Rosa Corsello


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