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Dalla riforma del Senato agli interventi sul lavoro
di Redazione

Renzi in Direzione Pd: lunedi il Governo vara il disegno di legge costituzionale

Tags: Matteo Renzi, Senato, Lavoro



ROMA - Matteo Renzi, da presidente del Consiglio a segretario del Partito democratico a via del Nazareno, durante la Direzione nazionale del partito, si concentra soprattutto sulle riforme, Senato e Titolo V in testa. Non tralascia i temi del lavoro e dell'Europa e nemmeno la spallata - ormai abituale - a Cottarelli sulla spending review. Il dibattito politico sulle liste per le europee, invece, è rimandato ad una nuova riunione che verrà fissata tra lunedì 7 o martedì 8 aprile.

Il Governo approverà lunedì in Consiglio dei ministri il disegno di legge costituzionale sulla riforma del Senato e Titolo V. Un passaggio cui il premier Matteo Renzi ha subordinato la discussione sulla legge elettorale, che garantisce: “Verrà affrontata insieme agli altri partiti. La necessità di fare riforme in tempi certi non nasce da una mia schizofrenia personale ma dalla consapevolezza che il rispetto dei tempi è elemento di credibilità con i cittadini e con le istituzioni internazionali”, ha ricordato Renzi confermando che ad aprile il governo farà la riforma della Pa, a maggio la delega fiscale e a giugno la riforma della giustizia.

In materia di lavoro, Renzi annuncia il taglio del “cuneo fiscale non con un'operazione in burocratese puro ma tagliando a quelli che dicono meno abbienti ma che prendono 1300 euro e una volta erano ceto medio. È un pezzo di popolazione cui cerchiamo di restituire un po' di fiato. Leggo discussioni e ultimatum sul lavoro, che capisco poco. Non è una parte a piacere, il pacchetto sta insieme”. Così Matteo Renzi, alla direzione Pd, replica a chi, tra i dem, chiede modifiche al dl lavoro. “I contratti a termine e l'apprendistato sono due punti intoccabili della nostra proposta. Non sono due temi a piacere. Se si è scelto di fare un decreto sui temi dell’apprendistato e dei contratti a termine e poi un disegno di legge di delega, è perché abbiamo immaginato l'urgenza della risposta rispetto alla credibilità e alla coerenza complessiva della manovra. Non dimentichiamo - ha proseguito - che con delle regole tra le più restrittive, vidimate dai sindacati, siamo passati da 25% al 40% di disoccupazione giovanile. Non si risolve problema lavoro rendendo più difficile l'accesso al lavoro ai nostri giovani. Poi io sono curioso - ha quindi concluso - di vedere come collaborerà il Pd alla delega. Ma la delega deve avere i tempi certi”.

In Direzione Pd il premier ha ricordato l'intenzione è quella di cambiare la squadra varata dopo le primarie, cercando di tenere in considerazione le richieste di “gestione unitaria”. Il compito di formare la nuova squadra è affidato ai fedelissimi Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, che dovranno cercare la mediazione con le correnti minoritarie del partito.

La grande ambizione dell'ex sindaco di Firenze piace all'America, che all'indomani dell'incontro con Barack Obama serve un 'assist' al presidente del Consiglio italiano. “Matteo Renzi è un giovane leader molto promettente ed energico”, afferma la Casa Bianca. Il presidente americano “è rimasto colpito dal piano di riforme del premier e dal suo impegno verso l'Europa e l'Alleanza Atlantica”, ha sottolineato il vice consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Ben Rhodes.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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