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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Ponte Corleone ancora pericoloso. Da troppi mesi versa nel degrado
di Claudio Di Gesù

Assente la recinzione all’ingresso dell’infrastruttura, dove i rifiuti abbondano vicino a un’area di ristoro. Nonostante le sollecitazioni fatte dal QdS ad agosto e a ottobre, nulla è cambiato

Tags: Palermo



PALERMO - Continuano a essere dimenticate e ignorate le segnalazioni del nostro giornale, riguardo alla sicurezza sul ponte Corleone. Non bisogna certamente essere degli esperti “genieri” per comprendere che quella recinzione o meglio la sua totale assenza, esattamente all’ingresso del ponte, è una condizione inaccettabile a garantire una sicurezza adeguata. Lo abbiamo scritto e documentato in due articoli, uno del 26 agosto e l’altro del 21 ottobre dello scorso anno, che il ponte in quel punto, non ha più una recinzione adeguata e quindi bisogna intervenire per evitare il peggio. Abbiamo anche inviato una Pec di sollecito all’assessorato alla Protezione civile, alla Polizia municipale e al settore Manutenzione.

Mesi e mesi trascorsi senza un’adeguata soluzione, forse troppi, per una necessità così evidente. A oggi, tale stato d’insoluta sicurezza permane (le foto continuano a testimoniarlo). Una banda di plastica colorata non può sicuramente rappresentare una valida recinzione, salvo che non si aspetti un altro po’ e lo spazio antistante al margine dello strapiombo sia letteralmente occupato da rifiuti. Infatti, come si è solito dire: al danno si aggiunge la beffa. A una recinzione che non può essere definita tale, si aggiungono i rifiuti, che fanno bella mostra, vicinissimi a un luogo di ristoro che storicamente si trova a due passi.

A rendere questo tratto del ponte, ancora più insidiosa, è la prossimità con uno slargo stradale utilizzato dagli automobilisti in transito, quale luogo di sosta oltre che di ristoro. Infatti, la concomitante presenza di un bar-ristoro, come sopra ricordato, rende ancor più urgente l’intervento, tenuto conto della quantità di automobilisti, d’interi nuclei familiari che, in quell’area, trovano una possibilità di sosta o anche di usuale appuntamento. Il pericolo è a due passi e non può essere assolutamente giustificata l’indifferenza o ancor peggio l’inadeguatezza solutiva del problema.

Teatro di recenti tragedie, negli ultimi anni il ponte è stato ribattezzato il ponte dei suicidi. Sono già davvero tanti i disperati che hanno scelto di compiere l’estremo gesto del suicidio lanciandosi nel vuoto e non vogliamo neanche considerare l’ipotesi che, l’agevolata possibilità di continuare a farlo, determini altre emulazioni. Per comprendere il perché di così tanta lentezza nell’attuare i provvedimenti più adeguati e soprattutto urgenti, abbiamo rintracciato l’assessore al ramo Agata Bazzi. Siamo stati richiamati dalla sua segreteria e indirizzati a un funzionario, l’ingegner Massimo Verga che ha assicurato un pronto sopralluogo e soprattutto una risposta.

Per agevolare il lavoro del funzionario abbiamo pensato di rispedire le note che i vari settori della macchina burocratica comunale interessati dalla nostra Pec si erano spedite a vicenda, allegando anche una foto dell’attuale situazione. Continueremo in ogni caso a stare sull’argomento, non solo per gli aspetti legati alla sicurezza che rappresentano il motivo predominante, ma anche per comprendere, casomai ce ne fosse ancora bisogno, come la burocrazia e la lentezza di risposte sono uno dei mali peggiori che affliggono l’attuale configurazione del lavoro.

Riusciremo, ma soprattutto riusciranno, i cittadini in transito, o ancor peggio in sosta, in questa parte del ponte Corleone a poterlo fare in assoluta tranquillità? Non ci rimane che continuare a verificare, notiziandovi.

Articolo pubblicato il 01 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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