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Giovanni Carlo Liistro: «Più controlli in materia di spesa pubblica»
di Nicola Digiugno

Forum con Giovanni Carlo Liistro, comandante provinciale GdF di Enna

Tags: Giovanni Carlo Liistro, Enna, Guardi Di Finanza



Qual è il bilancio dell’attività svolta nel 2013?
“Più controlli in materia di spesa pubblica, e mi riferisco a fondi strutturali e contributi comunitari. La vocazione territoriale di Enna, è noto, è principalmente agricola. La qualità dei controlli è migliorata notevolmente, tenendo conto della pericolosità fiscale dei soggetti presi in considerazione. La peculiarità dell’ennese è evidente. Circa il quaranta per cento delle imprese sono agricole, imprese individuali, coltivatori diretti. Non società. Va sottolineato che le imprese agricole non dichiarano il reddito come quelle commerciali. Per il resto, non sono mancati i casi di frode”.

Su quale fronte ci sono stati i migliori risultati?
“Su quello dell’attività della polizia giudiziaria. Notevole l’eco suscitata dall’operazione Zero in condotta a febbraio. Perché Zero in condotta? L’indagine è stata avviata su una scuola. Complessivamente quaranta le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti residenti nelle province di Enna, Caltanissetta, Catania e Agrigento. Attenzioni puntate su un vasto traffico di sostanze stupefacenti, una rete operante tra giovanissimi assuntori, spesso tra le mura scolastiche e in luoghi limitrofi. In venti sono finiti in carcere e altrettanti ai domiciliari. Disposti anche tre obblighi di firma. Sequestrati oltre due chili di droga. Denunciati a piede libero trentasei soggetti”.

Il fenomeno droga ha assunto dimensioni preoccupanti?
“C’è un certo ritorno, purtroppo, all’uso di eroina. Si riteneva che questa sostanza stupefacente, a causa degli effetti decisamente devastanti sull’organismo umano, fosse destinata a decadere, a scomparire gradualmente”.

Altre operazioni importanti?
“Merita di essere ricordata quella dei sigilli a una casa di riposo priva di autorizzazioni, che ospitava circa cinquanta anziani. è stata sottoposta a sequestro, e i ricoverati sono stati trasferiti in idonei centri assistenziali. Tratti in arresto il responsabile e tre operatori della struttura socio assistenziale. Gravi le condotte addebitate agli arrestati, maltrattamenti, abbandono d’incapaci, sequestro di persona, violenza privata, lesione personale. Tra le ipotesi di reato anche truffa, per aver continuato a ritirare la pensione di alcuni ricoverati deceduti, e appropriazione indebita di valori ed effetti appartenenti agli anziani ospiti. L’operazione è stata denominata Cara Lina e ha riguardato una casa di riposo di Pergusa. Le indagini, condotte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono state avviate dopo la segnalazione di alcuni ex dipendenti del centro, che avevano denunciato episodi di minacce e maltrattamenti subiti dai ricoverati”.

Quali sono i dati di spicco relativi all’anno passato?
“Nell’ambito del contrasto all’evasione fiscale, effettuate novantotto verifiche e centosettantadue controlli. Ciò ha portato alla scoperta di ricavi non dichiarati e di costi non deducibili ai fini delle imposte sui redditi per un totale superiore ai trentadue milioni di euro, nonché di violazioni alla normativa sull’Iva per un ammontare d’imposta evasa per tre milioni e seicentomila euro. Segnalati all’autorità giudiziaria diciannove soggetti per illeciti fiscali di natura penale. Nel campo del contrasto all’economia sommersa, l’attività ispettiva ha consentito l’individuazione di ventidue evasori totali, con un recupero a tassazione di una base imponibile di venti milioni di euro. Particolare attenzione è stata rivolta al settore del contrasto al sommerso da lavoro, nei confronti d’imprenditori che si sono avvalsi di forza lavoro irregolare”.
 
Dal consuntivo emergono altre attività di una certa rilevanza?
“Notevole è stato l’impegno nella lotta al carovita. Esperiti numerosi controlli, cinquantacinque sulla disciplina dei prezzi anche al fine di scoprire ingiustificati incrementi, in particolare nel settore del commercio al dettaglio. L’azione di contrasto al fenomeno del gioco clandestino e quella di controllo dei videogiochi, esplicatasi con l’esecuzione di quarantadue interventi, ha portato al sequestro di sette apparecchi irregolari, nonché alla verbalizzazione di quarantanove soggetti di cui dieci denunciati a piede libero. Nella lotta alla criminalità organizzata, le attività investigative sono state indirizzate soprattutto sul versante economico e finanziario. Gli obiettivi primari sono, infatti, la ricostruzione, il sequestro e la confisca del patrimonio di soggetti responsabili del crimine organizzato, nonché l’individuazione dei canali di riciclaggio dei proventi delle organizzazioni criminali. Conclusi nel comparto cinque accertamenti nei confronti di sedici soggetti. Avanzate all’autorità giudiziaria proposte di sequestro per un valore di trecentocinquantamila euro. Confiscati terreni e fabbricati per un controvalore prossimo ai cinquecentomila euro. Il fronte della lotta al riciclaggio vede la Guardia di finanza in prima linea”.
 


Curriculum Giovanni Carlo Liistro
 
Giovanni Carlo Liistro, 57 anni, è nato in Argentina da genitori originari di Noto. Si è arruolato nel 1976 prestando servizio doganale al valico del Colle di Tenda, Cuneo. Dopo aver frequentato il 53° corso sottufficiali con il grado di vicebrigadiere, è stato assegnato al gruppo operativo antidroga di Milano. Concluso il corso accademico speciale riservato ai marescialli, è passato al comando di Sant’Agata Militello. Nel 1997, conseguito il grado di capitano, è andato al Gico di Catanzaro. Nel 2008 ha diretto il nucleo di Polizia tributaria di Crotone. Da gennaio 2012, promosso colonnello, guida il comando di Enna.

Articolo pubblicato il 01 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Carlo Liistro, comandante provinciale GdF di Enna
Giovanni Carlo Liistro, comandante provinciale GdF di Enna