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Quotidiano di Sicilia

Il business dei parcheggiatori può arrivare a 8 mln € l’anno
di Chiara Borzì

Un posteggiatore abusivo può guadagnare anche 4 mila € al mese ed è difficile da perseguire. Estorsioni e vuoto legislativo. I dati di un movimento civico approdato a Catania

Tags: Catania, Parcheggiatore



CATANIA - La forza di un movimento composto da giovani porta all’interno di Palazzo degli Elefanti un momento di discussione sul problema dei posteggiatori abusivi. Non solo un disagio siciliano quello che vede giornalmente uno o più individui appropriarsi di parte del suolo pubblico per chiedere del denaro in cambio della custodia dell’auto o il semplice parcheggio.
 
Per molti cittadini la figura del parcheggiatore non regolare è diventata tanto abituale da essere stata assimilata nel quotidiano, per molti è invece diventata motivo d’insicurezza. La sottile linea che divide oggi “l’offerta” di denaro fatta a uomini riconosciuti come economicamente in difficoltà, a concessione fatta a seguito di una richiesta avvenuta in modo sempre più violento, sta velocemente spostando lo status quo in realtà di nuovo “pizzo” di fatto.

“Posteggiamo i posteggiatori” è il movimento nato spontaneamente a Palermo, senza alcun fine politico, che è riuscito nel capoluogo siciliano ad interloquire con i cittadini e la politica, sensibilizzando entrambi al problema. A Palermo l’appoggio espresso dal sindaco Leoluca Orlando non si è tramutato in azioni concrete; qualcosa di diverso potrebbe invece accadere a Catania dove Gaetano Crivello, responsabile palermitano del movimento, ha trovato come interlocutore Marco Leonardi, presidente della III municipalità catanese. Attraverso questo legame si è giunti all’appuntamento di Palazzo degli Elefanti, dove, i ragazzi di “Posteggiamo i posteggiatori” Palermo hanno “battezzato” la nascita del movimento anche a Catania e analizzato il problema dei parcheggiatori abusivi rendendo noti dati e fatti alla presenza del vice sindaco Marco Consoli, il consigliere Agatino Lanzafame e dei vigili urbani. L’analisi può essere riproposta per punti.

Vuoto legislativo. Pur avendo a disposizione l’art.7 comma 15 bis del codice della strada, la presenza di una sanzione pecuniaria di tipo amministrativo è oggi incapace di fronteggiare il fenomeno dei posteggiatori abusivi. Il motivo è semplice: il posteggiatore è spesso un nullatenente, non è così in condizione di pagare la multa comminatagli, e sarà quindi nuovamente nelle possibilità di svolgere liberamente la sua attività in strada. Il danno per l’amministrazione colpita sarà doppio, l’abusivo rimarrà infatti attivo e contemporaneamente verrà a mancare dalle casse pubbliche il denaro messo in bilancio dalle multa inflitte ai rispettivi.

Guadagni lauti. Pur vivendo nella marginalità quella del parcheggiatore irregolare è un’attività ben retribuita. Grazie alle cifre rese note a Catania da Alberto D’Ambra di “Parcheggiamo i parcheggiatori”, sappiamo oggi che il guadagno mensile stimato di un posteggiatore può essere anche di 4 mila euro al mese, per un giro totale del traffico pari a 8 milioni di euro annuali per città metropolitana.

Modello “Napoli”.
Nella città partenopea il sindaco Luigi De Magistris ha disposto nuove soluzioni per cercare di arginare il problema. Con un’ordinanza sindacale emanata lo scorso ottobre 2013 ha inasprito le pene esistenti, aggiungendo nuove sanzioni amministrative.

I rappresentanti delle istituzioni catanesi presenti all’appuntamento hanno riconosciuto proprio nell’inefficacia della legislazione il grande problema della questione. “Lottiamo quotidianamente contro il fenomeno dei parcheggiatori abusivi – ha dichiarato il vice sindaco Marco Consoli – ma ci sono seri limiti dettati dalla normativa che disciplina gli enti locali. In città sono dispiegate pattuglie miste di vigili urbani, polizia di stato e guardia finanza, ma il fenomeno non si riduce. Agiamo spesso non solo con il sequestro del denaro ottenuto, ma con il sequestro dei marsupi contenenti le chiavi consegnate al posteggiatore. In questo modo colpiamo anche i cittadini che ne riconoscono la funzione. Serve un risveglio del senso civico – ha concluso Consoli – per lavorare in sinergia Comune e Cittadini”.

A Catania come a Palermo o Napoli quella dei parcheggiatori è una vera organizzazione criminale. Il compito che svolgono è anche attività di controllo sul territorio, oltre di ormai reale estorsione di denaro. “Pagare per paura è pizzo” ha detto Gaetano Crivello di “Parcheggiamo i parcheggiatori” Palermo, “serve risvegliare la popolazione per far capire che non si è obbligati a pagare, che il territorio è di proprietà dei cittadini”, ha concluso il consigliere Agatino Leonardi.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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