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Crocetta promette: nel weekend un piano per la Sicilia
di Redazione

Il presidente della Regione a ruota libera su rimpasto, rapporti con gli alleati, assessori "inamovibili" e taglio delle tasse. Intanto, stando alle sue dichiarazioni, è pace fatta con Patrizia Valenti

Tags: Crocetta, Rimpasto, Regione Siciliana, Patrizia Valenti, Sicilia, Udc, Pd



Per la formazione del 'governo nuovo' in Sicilia il punto di partenza è il patto originario pre-elettorale con Pd, Udc e Megafono, quindi ci sarà spazio per gli altri partiti (Drs e Articolo 4) costituiti durante la legislatura a sostegno della maggioranza. "Io non sono un trasformista o un ribaltonista", afferma il governatore Crocetta. "Niente veti o assi bipolari", dunque, perché "lo schema è questo", avverte conversando con l'Ansa nel suo studio, a Palazzo d'Orleans. Tra le mani il libro di Don Gallo "Come un cane in Chiesa", Crocetta traccia la sua strategia di governo.
 
"Nessuno può forzare sui numeri degli assessori che spettano a questo o quel partito - comincia - Sembrerebbe una lotta per le poltrone, e non è così". Dai partiti aspetta i nomi per la giunta, e "non importa se la partita si chiude prima o dopo la composizione delle liste per le europee".
 
Sicuramente tra gli assessori inamovibili dopo Lucia Borsellino e Linda Vancheri, Crocetta mette anche Nelli Scilabra, la cui delega alla Formazione sembra ben salda. "Dubbi nel Pd su Nelli? Nessuno me li ha posti, negli incontri col segretario Raciti non se n'è mai discusso". Dopo i colloqui di ieri con i leader di Articolo 4 e dell'Udc, Crocetta è ottimista. E dopo la cena in un ristorante di Mondello con parlamentari ed esponenti dei Drs (c'era anche Davide Faraone del Pd), il governatore s'è messo al lavoro su alcuni punti di un programma che sottoporrà agli alleati. "Glielo invierò per mail. I tavoli di confronto come sostiene anche Matteo Renzi, non servono - afferma Crocetta - Al tavolo di coalizione ci possiamo ritrovare solo per suggellare l'intesa, i vecchi riti non servono più”.
 
“Siamo nell'epoca della tecnologia – prosegue il presidente ‘2.0’ - meglio la posta elettronica e Skype. Nel weekend finirò di scrivere un piano sistemico sulle cose da fare in Sicilia per lo sviluppo, la legalità e la lotta agli sprechi. Lo trasmetterò per mail ai partiti che mi sostengono, ai sindacati, agli imprenditori, alle associazioni, ai gruppi parlamentari; ci confronteremo anche via Skype. Non appena ci sarà la condivisione, a quel punto convocherò il tavolo per sancire l'intesa". Tra le promesse su cui il presidente si è già sbilanciato c’è il taglio delle tasse. “Il primo ritocco ci sarà nel 2015, ma dal 2017 il taglio delle addizionali Irpef e Irap sarà definitivo". “È un impegno concreto - aggiunge Crocetta - ciò significa che il debito di 1 miliardo che contrarremo accendo il mutuo per pagare i debiti con le imprese non graverà sulle tasche dei cittadini".
 
La maggioranza, comunque, potrebbe allargarsi ancora. Dopo i deputati Pippo Gianni, Michele Cimino e Antonio Venturino che hanno stretto un patto federativo con i Drs, altri deputati dell'opposizione sarebbero pronti a passare tra le fila della maggioranza. Si parla soprattutto di esponenti del Mpa, ma qualche malpancista ci sarebbe anche nel Ncd.
 
Crocetta conferma. “È vero ci sono delle disponibilità, ma questo non significa rimettere in gioco lo schema per la formazione del 'governo nuovo'”, è il messaggio agli alleati della prima ora, Pd e Udc in primis. "Si tratta di alleanze è basta, non conosco la parola voto di scambio". Crocetta rinnova l'invito al dialogo alle opposizioni. "Ma solo sulle riforme", sottolinea.
 
Pace fatta con Patrizia Valenti. Il governato ha anche annunciato di aver chiarito con l’assessore alle Autonomie locali, sebbene non è certo che rimarrà al suo posto. “Ho fatto pace con Patrizia Valenti, ci siamo chiariti, si è trattato di un equivoco. E io non sono un uomo dell'odio, l'odio fa male a chi lo pratica e non a chi lo riceve". Su Dario Cartabellotta ed Ester Bonafede, gli altri due assessori Udc scaricati dal partito proprio per avere preso parte a quella riunione di giunta contravvenendo alle disposizioni, Crocetta allarga le braccia: "Nei colloqui con l'Udc non è mai stato affrontato questo argomento: abbiamo invece chiarito quali sono i paletti entro cui ci muoveremo. E lì c'è l'accordo".
 
Le deleghe. Dal pentolone delle deleghe da assegnare a rappresentanti dei partiti se e quando si farà il "governo nuovo", il governatore Rosario Crocetta tira via quella all'Energia e rifiuti, tra le più calde. "All'Energia ci penso io, valuterò tutto con serietà e rigore. Sceglierò io", dice Crocetta, rammaricato per i toni aspri usati in passato dall'attuale assessore Nicolò Marino, che hanno creato malumori in Confindustria.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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