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Salta vertice maggioranza, Regione bloccata
di Raffaella Pessina

Oggi si riunisce la direzione regionale del Pd per discutere di rimpasto. Ardizzone a Roma a difendere le prerogative statutarie

Tags: Ars, Pd, Fausto Raciti, Rosario Crocetta



Politica siciliana in stallo. Prosegue il braccio di ferro tra il Governatore Crocetta e il suo partito di appartenenza, il Pd. Ieri non si è tenuto il vertice di maggioranza previsto e che avrebbe dovuto sciogliere tutti i nodi sul rimpasto. Il segretario regionale del Pd Fausto Raciti ha dichiarato che il partito è pronto e che non tiene in ostaggio né la Sicilia, né Crocetta che “continua a eludere le questioni vere: non si scarichino su di noi le incertezze di altri".
 
E così l'incontro che avrebbe chiuso le perplessità sul rimpasto, si è risolto in un nulla di fatto che continua a paralizzare Regione e Ars dove sono fermi testi importanti con il ddl pagamenti alle imprese e la finanziaria bis. Oggi si riunisce la direzione regionale del Pd per discutere di rimpasto e di candidati alle poltrone di assessore.
 
"Crocetta – ha aggiunto Raciti - indichi criteri e progetto per un governo nuovo. Aspetti su cui continua a essere evanescente. Non ci ha inviato neppure il programma, nonostante i suoi annunci. Noi siamo pronti a fare i nomi degli assessori, ma deve essere prima chiaro il quadro".
 
Oggi il Pd discuterà anche del caso dell'ex pm e leader di Azione civile Antonio Ingroia, che Crocetta avrebbe voluto nell'esecutivo, prospettiva, sostiene Raciti, "che ci ha preoccupati, ma rispetto alla quale registriamo con soddisfazione una marcia indietro. Bene così". Crocetta sabato scorso aveva detto che con Ingroia non aveva mai discusso di assessorati ma che sarebbe stato lusingato se lui fosse pronto a questa scelta.
 
Attualmente Ingroia è commissario della partecipata regionale Sicilia e-servizi nonché della Provincia di Trapani. Nell'ambito del rimpasto potrebbe ricoprire la delega all'energia e ai rifiuti al posto di un altro pm antimafia, Nicolò Marino. Crocetta ha commentato il comportamento dei partiti siciliani. "Alcuni partiti non fanno nomi, pretendono di deciderli da soli in contrasto con quanto è avvenuto negli ultimi dieci anni nella politica italiana, pretendono di dare diktat e censurare non solo i miei atti concreti di governo, ma persino il mio inconscio”.
 
Il presidente della Regione stigmatizza chi nel Pd "vuole lo scontro", provocando la paralisi. Intanto i rappresentanti delle Assemblee legislative delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome sono stati ricevuti ieri mattina a Roma dal presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri. All’incontro, il cui promotore è stato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, erano presenti anche Sergio Mattarella, componente della Consulta, e Giacomo D’Amico, assistente del professore Silvestri.
 
“Nel corso del colloquio – ha affermato soddisfatto Ardizzone - è stato più volte richiamato il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni, così come è stato ribadito che le specialità sono un fatto storico e fattuale. E’ stato sottolineato anche che tutti dobbiamo concorrere alla riforma dello Stato e al superamento del bicameralismo perfetto, con senso di responsabilità. Le riforme, quindi, non si possono fare solo sull’onda dell’emotività dovuta a cronache giornalistiche”.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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