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Siamo alla Giunta bis. Raciti: “Interessi di bottega”
di Raffaella Pessina

Il segretario regionale Pd non ci sta e chiede a Roma di fare chiarezza. Il 16 aprile Crocetta riferirà a Sala d’Ercole sul rimpasto

Tags: Davide Faraone, Rosario Crocetta, Ars, Fausto Raciti



PALERMO - “Indietro non si torna”. Con queste parole il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, scavalcando la dirigenza siciliana del suo partito e forte dell’appoggio del renziano nazionale Davide Faraone, lunedì sera ha azzerato la giunta e nominato i nuovi assessori.
Tre gli assessori riferibili direttamente al presidente, quattro al Pd, due all’Udc, uno a testa ai Drs di Salvatore Cardinale, Articolo 4 e Megafono.

“Su invito delle forze sociali e su impulso di Faraone - spiega Crocetta - sentiti tutti i partiti, ho colto le esigenze programmatiche che vengono dalla società, dai lavoratori, dal mondo degli imprenditori, guardando prima di ogni cosa ai giovani, ai disoccupati, ai deboli che rischiano di essere schiacciati dalla crisi, confermando un largo quadro di alleanze, fedele al patto politico originario”.

Questi i nomi:
Salvatore Calleri, nato a Catania e residente a Firenze da molti anni, presidente nazionale della Fondazione Caponnetto, delega Energia.
Lucia Borsellino, assessore alla Salute uscente.
Linda Vancheri, assessore uscente alle Attività Produttive.
Nelli Scilabra assessore uscente alla Formazione (Pd).
Giuseppe Bruno, avvocato, (Pd).
Mariarita Sgarlata (Pd).
Roberto Agnello, avvocato, esperto di bilancio, ha lavorato presso il Ministero della Salute (Pd), è destinato all’Economia.
Nico Torrisi, imprenditore del settore turistico di Catania (Udc).
Patrizia Valenti, assessore confermato alle Autonomie locali (Udc).
Antonio Fiumefreddo professore della Link University di Roma e giornalista (Drs).
Michela Stancheris, assessore uscente al Turismo (Megafono).
Infine Paolo Ezechia Reale, avvocato di Siracusa (Articolo 4).
 
Escono dalla Giunta Dario Cartabellotta (Udc, era all’Agricoltura), Mariella Lo Bello (Pd, era al Territorio e ambiente), Mario Bartolotta (Pd, era a Infrastrutture e trasporti), Nicolò Marino, ex magistrato, voluto da Crocetta come tecnico ma da ultimo in rotta con il governatore, che era all’Energia e rifiuti, Ester Bonafede (Udc, era al Lavoro e politiche sociali). Si era dimesso da varie settimane Luca Bianchi, del Pd, che aveva retto l’Economia.

Il segretario regionale Fausto Raciti ha annullato la direzione regionale di ieri che aveva all’ordine del giorno l’indicazione dei nomi per l’esecutivo. Duro il suo commento: “La logica notabiliare e correntizia con cui è stato composto questo nuovo esecutivo è figlia delle piccolezze di chi avrebbe dovuto rappresentare la Sicilia all’interno del Partito nazionale ed ha preferito, invece, cedere agli interessi di bottega consegnandosi del tutto ad un cerchio magico che è il vero problema di questa regione e del suo presidente. Credo, adesso - conclude Raciti - che Roma debba fare chiarezza”. Scettica Forza Italia dalle parole del coordinatore regionale Vincenzo Gibiino. Il capogruppo Ncd all’Ars, Nino D’Asero ha detto che “La Sicilia, in ogni caso non è più in grado di sopportare questa emiparesi della politica che si avvia ormai alla tetraplegia”.

Infine Crocetta riferirà all’Ars mercoledì 16 pomeriggio sul rimpasto di governo. Lo ha comunicato in Aula ieri il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Il giorno prima avrà luogo una conferenza dei capigruppo per stabilire se ci sarà un dibattito sulle dichiarazioni di Crocetta ed, eventualmente, sulle modalità dello stesso.

“E’ sotto gli occhi di tutti - ha detto Ardizzone - la situazione di stasi che si protrae da tempo. Ho sentito Crocetta con il quale abbiamo convenuto il suo intervento a Sala d’Ercole”.

Articolo pubblicato il 09 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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