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Irfis: 11 aprile termine cessione Mediocredito
di Maria Rosaria Minà

Audizione in commissione Bilancio Ars di vicepresidente e consigliere. Nell’attesa forte contrazione del volume delle attività

Tags: Irfis



PALERMO - Rimane in standby l’operazione tra l’Unicredit e la Banca Popolare di Vicenza. È quanto emerge dall’audizione di Massimo Dell’Utri e di Marco Carruba, rispettivamente vicepresidente e consigliere dell’Irfis in Commissione Bilancio e Finanze Ars,  presieduta da Riccardo Savona.

L’accordo, siglato nel maggio scorso, individuava due fasi. La prima disciplinava la riduzione del patrimonio netto della società a 45 milioni, con la distribuzione di 62 milioni di fondi di riserva Irfis agli azionisti, attraverso un dividendo straordinario. Di questi al BdS sarebbero spettati 47 milioni, corrispondenti alla quota detentiva pari a 76,26%, contro il 21% della Regione Sicilia ed il 2,74% di azionisti minori. Una volta ridotto il capitale, sarebbe subentrata la vendita delle quote Irfis, con l’incasso del BdS di 82 milioni di euro, di cui 35 milioni di euro, pari al prezzo di cessione, e 47 milioni di fondi di riserva.

Un affare da capogiro, che sembrerebbe rivelarsi una chimera. Il condizionale è d’obbligo dato che il termine ultimo è fissato per l’11 aprile, per cui ufficialmente fino a quella data sull’operazione non può essere scritta la parola fine. Di contro lo stesso cda dell’Irfis, non fa mistero a mostrarsi scettico dinanzi ad un’eventuale svolta degli eventi, “l’operazione sembra proiettarsi in senso negativo, anche se formalmente non abbiamo nessun diniego in merito all’accordo” afferma Massimo Dell’Utri, vicepresidente dell’Irfis.

Un destino amaro per il mediocredito regionale, tanto più che da circa un decennio i vari gruppi che si sono avvicendati al controllo del BdS ne hanno tentato il passaggio di mano, ma senza nessun esito. “Ritenuto, all’interno del Gruppo Unicredit, un doppione rispetto a Mediocredito generale, oggi l’Irfis è considerato una partecipata in dismissione, ed in quanto tale risente dell’attesa - spiega Dell’Utri - Lo dimostrano i dati registrati dal febbraio 2008 al marzo 2009 in cui si registra una contrazione del volume complessivo delle distinte attività svolte dall’istituto, a partire dall’erogazione dei crediti, domande di finanziamenti ed i finanziamenti erogati- E conclude, in ultima battuta mostrando delle riserve riguardo ad un eventuale accorpamento con Crias e Ircac, preannunciato da Michele Cimino, assessore al Bilancio “l’Irfis nasce con un profilo bancario che non gli consente di fondersi con gli altri istituti di credito, a meno che non si voglia snaturarlo”.

Articolo pubblicato il 09 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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