Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Crocetta rimette all’Ars il commissariamento
di Raffaella Pessina

Oggi presentazione a palazzo dei Normanni della nuova squadra di governo. “Se non si fa presto, il buco di bilancio è certo”

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Prova del fuoco oggi pomeriggio a Palazzo dei Normanni per il governatore Crocetta, che riferirà sulle nomine della giunta di governo. "La parola passa all'Assemblea regionale siciliana. Se vogliono il crac e il commissariamento sanno quello che devono fare. Se non si fa presto il buco di bilancio è certo, con il conseguente mancato pagamento degli stipendi" ha detto il presidente della Regione, ieri, a margine dell'udienza preliminare per la diffamazione a Nello Musumeci, parlando del dl pagamenti e delle variazioni di bilancio.

Di fatto quindi domani avverrà la presentazione della nuova squadra, che vede alcune riconferme, ma anche new entry, alcune delle quali piuttosto discusse, come la nomina dell'assessore Fiumefreddo voluto e sostenuto dai Drs di Marco Forzese. Rosario Crocetta dovrà difendere le proprie scelte non solo davanti ai partiti di opposizione, ma anche con i parlamentari del suo partito, il Pd, la cui dirigenza regionale non ha gradito che Crocetta abbia operato le nomine senza prima consultarla.
 
Ma la squadra di governo non passa l'esame anche per una parte di deputati dell'Udc, l'altro grande partito che ha appoggiato il governatore fino ad oggi. In particolare, come detto, le critiche sono per la nomina dell’avvocato Fiumefreddo, che ha assistito Alfonso Cicero sulla complessa vicenda dei termovalorizzatori, rappresentando l’Irsap. Al centro del contenzioso il risarcimento dell’Ente per il recesso della Regione, deciso da Raffaele Lombardo. Sia l’ex presidente quanto il presidente in carica sono stati oggetto di critiche da parte del giornale on line edito da Fiumefreddo. E, a Palazzo dei Normanni, si chiedono come mai Crocetta abbia nominato una persona che lo avrebbe criticato.

Crocetta in uno dei suoi ultimi comunicati, ha fatto appello per trovare un accordo per tornare alla governabilità. Tra gli assessori riconfermati Michela Stancheris, bergamasca d'origine, ora candidata alle europee, che ha conosciuto il presidente Crocetta proprio a Bruxelles, quando gli ha fatto da assistente e che adesso è a capo del dipartimento del turismo in Sicilia. Intanto sempre questa mattina è prevista la Conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente dell’Ars, Ardizzone, per stabilire l'ordine dei lavori d’Aula e delle commissioni.
 
Ci sono ancora da esaminare la manovra bis e il disegno di legge salva-imprese, quest'ultimo transitato per breve tempo in Aula e rinviato nelle commissioni fra aspre polemiche per un approfondimento.

Infine sul fronte delle opposizioni il deputato regionale Francesco Cascio è stato nominato coordinatore regionale del Nuovo Centro Destra. Lo ha nominato il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, d’accordo con il presidente del comitato promotore Renato Schifani. Sul nuovo mutuo che la Regione vuole accendere per saldare i debiti della Pubblica amministrazione e per far cassa interviene il presidente del gruppo Ncd all'Ars, Nino D'Asero.
 
“Aspettiamo una presa di posizione netta dell’assessorato e del governo – dice D’Asero – Il mutuo non potrà pesare sul futuro dei siciliani. Occorrerà rivedere la politica del risparmio e tagliare, per esempio nei costi della burocrazia ma anche nei servizi: mi vengono in mente le spese esagerate per le discariche pubbliche. Ma basilare è il ragionamento sul tasso del mutuo - dice D'Asero - La legge nazionale che ci consente di affrontare il miliardo di debito dice che il tasso di interesse deve essere equiparato all’ultima vendita dei Btp a cinque anni; ebbene nel febbraio scorso, l’ultima vendita ha prodotto un costo per lo Stato pari al 2,14 di interesse. E, allora, perché la Regione dovrebbe piuttosto pagarne il 4,8 per cento? – conclude D’Asero – Aspettiamo da Agnello  risposte concrete su un argomento che al suo predecessore è costato le dimissioni”.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus