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La Pasqua con i “ponti” fa risorgere il turismo siciliano
di Rosario Battiato

Gli albergatori dell’Isola: incremento delle prenotazioni tra il 5 e il 10%, buone prospettive per la stagione. Ma a livello nazionale non ci sono città degne di note, vincono le solite

Tags: Turismo



PALERMO – Le vacanze di Pasqua aiutano il turismo siciliano e fanno tornare il sorriso agli albergatori dopo i mesi difficili di inizio anno. Non ci sono ancora i numeri delle grandi mete nazionali, ma di certo si registra una discreta crescita.

“Rispetto all'anno scorso abbiamo un incremento delle prenotazioni che si attesta circa fra il 5-10%”. Le parole di Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Eolie, rendono il quadro di un comparto in eterna attesa di destagionalizzarsi per fare il grande salto di qualità e quantità. A tenere elevata la quota delle prenotazioni sono soprattutto gli stranieri, anche se gli italiani, protagonisti delle scelte last minute, sono in crescita.

Una tendenza confermata anche da Nicola Farruggio, vicepresidente di Federalberghi Sicilia e presidente della sezione palermitana dell'organizzazione. “Le prenotazioni che stiamo ricevendo ci fanno essere ottimisti – ha spiegato all'Adnkronos -. Io mi lamento sempre che in Sicilia siamo troppo stagionali, ma l'andamento di questi giorni ci fa essere ottimisti per l'intera stagione che sta per cominciare. Siamo fiduciosi”.

A incidere c'è chiaramente la data della Pasqua, molto in ritardo quest'anno, e anche i timidi investimenti in infrastrutture, segnali evidenti di quanto possano incidere queste azioni nel potenziamento del settore. Al momento tutto ruota attorno agli scali aeroportuali, da Catania e Trapani fino a Palermo e al più recente Comiso, che hanno permesso l'apertura di nuove vie anche per gli stranieri dell'Est e del Nord Europa.

A livello nazionale, rilevano le previsioni di Trademark Italia sulle vacanze di Pasqua in arrivo, è sempre Roma a restare la meta preferita degli italiani e degli stranieri che volano nel Paese. Le altre solite note sono Firenze e Venezia con l'aggiunta, data la stagione, delle coste italiane. Spesa media pro-capite in calo: mediamente per tre giorni fuori casa ogni italiano spenderà 290 euro. Si stima che la spesa diretta fuori casa dei circa sette milioni di turisti di Pasqua ammonterà a poco più di due miliardi di euro.

La Sicilia si conferma una meta ambita nella sua complessità e varietà, ma non ci sono città da eccellenza internazionale. In Italia, oltre alle destinazioni di turismo culturale tradizionale, non mancano alcune sorprese, probabilmente legate anche alla capacità dei diversi territori di rendersi attrattivi con eventi e mostre: dal quarto al sesto posto, infatti, si trovano Bologna, Genova e Verona; seguono poi Milano, Napoli e Torino. Poche le mete al Sud (se si esclude Napoli) a conferma che le sue potenzialità come attrattore culturale sono ancora scarsamente sfruttate.

Il turismo in uscita vede quasi un italiano su 4 (il 23%) volare verso una città europea: tra le mete preferite la Spagna (Barcellona, Valencia e Madrid), davanti a Londra e Parigi; le richieste per Istanbul superano quelle per Berlino e Amsterdam. In flessione le prenotazioni pasquali per Vienna, Budapest e Praga. La situazione instabile in Egitto penalizza il Mar Rosso, mentre aumentano le richieste per le isole Canarie. Complessivamente, dicono i dati del Centro Studi del Touring Club, il 70% dei connanzionali farà una vacanza tra Pasqua e i "ponti" del 25 aprile e del primo maggio confermando i segnali di risveglio del turismo che fanno intravedere uno spiraglio di sole nel buio della crisi.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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