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Palermo - Estate a secco per gli agricoltori adesso il settore teme il collasso
di Francesco Sanfilippo

Consorzio di bonifica in impasse a causa della mancanza di organizzazione a livello centrale. Quindicimila ettari di terreno rischiano di restare senza rifornimenti idrici

Tags: Palermo, Agricoltura



PALERMO - Circa quindicimila ettari di terreno agricolo della provincia rischiano di restare a secco nei prossimi mesi, con inevitabili conseguenze per il lavoro di decine di migliaia di persone. Sono infatti messe a repentaglio le coltivazioni di frutta, uva da vino e ortaggi, poiché, con la riforma dei Consorzi di bonifica bloccata sulla copertura finanziaria da parte del commissario dello Stato, Carmelo Aronica, non è stato garantito l’incarico agli operatori stagionali.

Una mancanza di organizzazione a livello centrale che si ripercuote sui lavoratori del settore e che rischia di mettere definitivamente in ginocchio migliaia di produttori agricoli. Per questo la delegazione di Palermo della Confederazione italiana agricoltori, riunitasi di recente a Palazzo del Carmine, a Partinico, ha convocato un’assemblea pubblica per discutere le azioni da mettere in campo per far partire la campagna irrigua, promettendo azioni forti se non si troverà una soluzione.

Antonino Cossentino, presidente della Cia Palermo ha sottolineato come “Giuseppe Dimino, commissario straordinario unico per i Consorzi di Bonifica della Sicilia dell’assessorato regionale Risorse agricole e alimentari ci ha riferito che la Regione, per non sforare il Patto di stabilità, non ha ancora trasferito ai Consorzi quei fondi necessari per avviare la campagna irrigua".

"Si tratta - ha aggiunto - di fondi destinati ai lavoratori trimestrali, che dovranno occuparsi della manutenzione e del funzionamento della rete idrica che dagli invasi Poma e Rosamarina riforniscono di acqua, rispettivamente, le zone di Partinico, Balestrate e Trappeto e quelle di Bagheria, Casteldaccia, Campofelice di Roccella, Cerda, Sciara, Campofelice di Roccella".
"Ci siamo attivati - ha concluso - per chiedere a quale destino andrà incontro il settore agricolo palermitano questa estate".

Alle zone elencate si aggiungono poi i problemi di manutenzione delle dighe ordinarie, come quella dello Jato di Partinico. E in quest’ultimo caso Vincenzo Cusumano, presidente del Tavolo di confronto sulle problematiche della diga Jato, ha annunciato che per questa stagione irrigua il terzo lotto sollevato non sarà attivato a causa di alcuni problemi alle condutture e soprattutto per dei lavori di manutenzione straordinaria che stanno interessando le pompe di sollevamento. Se non partiranno tutti e tre i lotti, 6.400 ettari di orto irriguo e albereti resteranno senza acqua, con ripercussioni facilmente intuibili su circa seimila agricoltori che operano nella zona.


Il commissario Dimino: “L’attività è molto rallentata”

PALERMO - Interrogato sulla questione, il commissario straordinario unico per i Consorzi di bonifica della Sicilia dell’assessorato regionale Risorse agricole e alimentari, Giuseppe Dimino, ha dichiarato: “L’intervento del commissario dello Stato, che ha cassato le norme della legge finanziaria 5 del 2014, ha bloccato fondi per 11 milioni di euro destinati ai consorzi. Privi di copertura, non può essere confermato alcun incarico per il migliaio di lavoratori esterni ai precedenti Consorzi che operavano negli enti, occupandosi dei lavori di manutenzione. In questo modo, l’attività è molto rallentata perché è svolta dal personale a tempo indeterminato che si occupa di mansioni non amministrative, i cui stipendi sono garantiti dalla Regione".
"I lavoratori che sono impiegati per 51, 101 e 151 giorni - ha aggiunto - non hanno alcuna certezza al momento. Eppure le condizioni del territorio sono molto degradate e occorrono vaste opere di manutenzione".

Articolo pubblicato il 17 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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