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Marino-Crocetta: è scontro sui termovalorizzatori
di Redazione

L'ex assessore risponde alle dichiarazioni del governatore sui termovalorizzatori siciliani. Ieri all'Ars l'aveva chiamato in causa in merito a una presunta richiesta di avviare una transazione con la Falck. 

Tags: Termovalorizzatori, Crocetta, Marino, Falck



Ieri Crocetta all'Ars "Circa i termovalorizzatori, ho avuto un solo dissenso con l'assessore Marino quando l'avvocato nostro ha proposto una transazione per la Falck ed il sottoscritto è saltato dalla sedia dicendo che noi transazioni sui termovalorizzatori non ne facciamo". 
 
La risposta di Marino "Nel rimanere sorpreso da alcune dichiarazioni attribuite al presidente della Regione Siciliana, con specifico riferimento alla vicenda dei termovalorizzatori, mi corre obbligo precisare di non avere mai proposto transazione alcuna, opponendomi al rinvio di ogni udienza avanti il Tribunale di Milano ed adottando per iscritto atti di segno opposto". "Ho contestato ai quattro raggruppamenti di impresa, con note scritte del 3 aprile scorso riscontrabili al protocollo - precisa il magistrato - una specifica ipotesi di danno da illecito extracontrattuale, interrompendo i termini di prescrizione. Ho chiesto all'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo di valutare la possibilità di avvio dell'azione di risarcimento del danno, con l'assistenza dello stesso organo, con nota del 4 aprile scorso". "Ho inoltrato - puntualizza Marino - lo stesso giorno, alla Presidenza della Regione e alla Segreteria di giunta atto motivato per sottoporre alla Giunta regionale ogni valutazione in merito all'avvio dell'azione 'per la tutela delle pretese di questa regione e il risarcimento del danno'". "Quanto ad ogni altra affermazione attribuita al Presidente della Regione - conclude l'ex assessore - mi astengo, da uomo delle Istituzioni, dallo svolgere ogni ulteriore considerazione, fermo restando di essere pronto, nelle competenti sedi istituzionali, come peraltro già fatto, a fornire, ove necessario, ulteriori opportune precisazioni".
 
L'ultimo atto Marino, proseguendo nel solco segnato dal precedente governo Lombardo, ha sempre preso una netta posizione in merito ai quattro impianti previsti nel piano dei rifiuti di Cuffaro del 2002. Nelle settimane scorse l'assessore aveva anche comunicato di essere in procinto di avviare una pratica per un risarcimento danni da 500 milioni di euro alle Associazioni temporanee di impresa (Ati).
 
Termovalorizzatori, la storia Già lo scorso ottobre Marino, nel corso di un intervento all'Ars, aveva espresso le sue ragioni sul tema. “E credendo soprattutto nell’ottimo lavoro svolto dall’assessore Russo (assessore durante il governo Lombardo, ndr), - ha spiegato Marino - nel momento in cui in autotutela annulla gli atti, e nel momento in cui assume poi la difesa, che io ho mantenuto come assessorato ed anche il presidente della Regione”. L'ex assessore si è ricollegato anche alla sentenza del Tar del 2013 che parla di interconnessioni tra le imprese nell'ottica di una preparazione a tavolino del concreto contenuto delle singole offerte. Un fatto “limato al punto tale – ha spiegato l'assessore in aula - da non lasciare scoperto neanche uno delle Ato presenti sul territorio, evitando al contempo l’intersezione delle offerte medesime. Nel caso concreto l’intera procedura è stata condizionata ad origine da un illecito accordo, in questa fase abbandona il termine illegittimo, fuori dalla legge, e parla di illecito accordo tra le imprese partecipanti per la spartizione territoriale del servizio per la formulazione di offerte dai contenuti certamente pilotati e non frutto di libera valutazione di carattere imprenditoriale".

Articolo pubblicato il 17 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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