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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia oltre 8 ginecologi su 10 sono obiettori di coscienza
di Maria Francesca Fisichella

Secondo il Comitato europeo, l’Italia nega il diritto all’assistenza delle donne che si sottopongono all’ivg. Ma il Ministero precisa: “Il numero di medici favorevoli all’aborto sembra congruo ai casi”

Tags: Beatrice Lorenzin, Aborto



PALERMO - Percentuali superiori all’80 per cento tra i ginecologi che esercitano il diritto all’obiezione di coscienza sono presenti principalmente al Sud: in Sicilia il dato è dell’84,6 per cento.

L’aborto nel nostro Paese alimenta un vivace dibattito e un attento monitoraggio del fenomeno, le cui cifre sono rilevabili nell’ultima relazione annuale del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194/78, sulla tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza, che presenta i dati preliminari relativi al 2012 e quelli definitivi del 2011.

In merito alla relazione annuale, presentata lo scorso settembre 2013, è giunta nei giorni scorsi la risoluzione della Commissione affari sociali della Camera, che impegna il Governo a porre in atto tutte le azioni necessarie a superare il problema dei medici obiettori di coscienza, perché diversamente può risultare quasi impossibile, per la donna che lo sceglie, effettuare un'ivg (interruzione volontaria di gravidanza); a favorire sull’intero territorio nazionale la possibilità di far ricorso all'interruzione farmacologica; a rafforzare l'educazione sessuale e alla maternità, con particolare attenzione alle donne straniere che, più delle italiane, fanno ricorso all'ivg.

Nei giorni scorsi anche Cecilia Taranto e Massimo Cozza, segretari nazionali rispettivamente della Fp-Cgil e della Fp-Cgil Medici, con una missiva indirizzata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, hanno lanciato l'allarme sui medici obiettori proponendo “misure a tutela della salute delle donne”.

Attraverso il sistema di Sorveglianza (attivato nel 1980), si legge nella relazione annuale, è stato possibile seguire l’evoluzione dell’aborto volontario, fornire i dati e la relativa analisi per la relazione annuale al Parlamento del ministro della Salute, dare risposte a quesiti specifici e fornire indicazioni per ricerche di approfondimento. In Sicilia, e così in Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna, è stato necessario integrare le informazioni ottenute dal flusso del sistema di Sorveglianza con il dato proveniente dalle schede di dimissione ospedaliera (Sdo), benché la legge 194 all’art. 16 così recita: “Le Regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie (alla relazione del ministro della Salute) entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal ministro”.

Tra gli scopi della relazione vi è quello di rilevare o meno l’adeguata presenza di servizi che favoriscano l’attuazione della legge nelle strutture sanitarie, dove deve prestare servizio anche personale non obiettore. Se da una parte, però, nella relazione si legge che: “Il numero globale dei ginecologi che non esercita il diritto all’obiezione di coscienza sembra (…) congruo al numero complessivo degli interventi di ivg, e risulta tale anche nel 2011, relativamente ad ogni singola regione” e che “eventuali difficoltà nell’accesso ai servizi, (…) sarebbero da ricondursi a una distribuzione non adeguata degli operatori fra le strutture sanitarie all’interno di ciascuna regione”, dall’altra si deve prendere atto del responso del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa, secondo il quale l’Italia viola il diritto delle donne a ricevere assistenza se scelgono di sottoporsi ad intervento di Ivg.

Nella relazione si rileva, inoltre, con chiarezza che - in merito agli obiettori - “Percentuali superiori all’80 per cento tra i ginecologi sono presenti principalmente al Sud: 88,4 per cento in Campania, 87,9 per cento in Molise, 85,2 per cento in Basilicata, 84,6 per cento in Sicilia, 83,8 per cento in Abruzzo, 81,8 per cento nella Pa di Bolzano e 80,7 per cento nel Lazio. )”.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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