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Messina - Rimborsi ai consiglieri, il giochino costato al Comune 1 mln di euro l’anno
di Francesco Torre

Compensi che il municipio riconosce a chi si assenta dal luogo di lavoro per impegni amministrativi. Gli oneri riflessi e le indagini in corso per appurare eventuali sprechi per l’ente

Tags: Messina



Messina - Falso e truffa. Sono queste le accuse contenute nel rinvio a giudizio per Marcello Greco, deputato Ars dei Dr, ordinato dal Gup Maria Luisa Materia. Il processo, che inizierà il prossimo 21 settembre, rientra nell’ambito delle attività investigative della Procura di Messina nei confronti del Consiglio comunale, e soprattutto in merito alla questione degli oneri riflessi, ovvero i rimborsi che il Municipio riconosce ai consiglieri costretti ad assentarsi dal proprio luogo di lavoro per obblighi amministrativi.
Nel 2008, l’allora consigliere del Pd Greco ebbe dal Comune 1.488 euro per i giorni persi nell’azienda agricola di famiglia, la Eredi Greco Francesco, dove era contrattualizzato come florovivaista. Piccole somme, su cui però il procuratore aggiunto Ada Merrino ha inteso sentire puzza di illecito.

“Mi preme sottolineare la mia fiducia nella magistratura e la certezza che in fase dibattimentale chiarirò la mia posizione di assoluta estraneità ad ogni fatto che mi viene contestato”, ha commentato a caldo il politico, che ha preferito descriversi piuttosto come una sorta di novello Robin Hood: “Non sono sceso in campo per cambiare o migliorare la mia posizione economica”, sostiene, “anzi al contrario, il mio impegno sociale ha contribuito ad “alleggerire” le mie finanze”. Quanto? 12.500 euro al mese, ovvero lo stipendio medio mensile di un deputato Ars.

La posizione di Marcello Greco non è l’unica ad essersi definita nell’indagine sugli oneri riflessi. Hanno chiarito la propria posizione, infatti, Nicola Barbalace, Emilia Barrile, Tonino Conti e Salvatore Ticonosco, per i quali i procedimenti sono stati archiviati. Si andrà avanti con gli atti giudiziari, invece, per Elio Sauta (pesantemente invischiato nell’ambito dell’inchiesta Corsi d’Oro) e Gaetano Caliò. Entrambi hanno percepito rimborsi per l’attività professionale esercitata nell’ente di formazione Aram.
La questione degli oneri riflessi non ha però un profilo esclusivamente comunale, così come tutti i rapporti che legano l’attività professionale dei politici, e in particolare gli aspetti previdenziali.
 
Basti pensare che lo stesso Matteo Renzi potrebbe essere indagato per la sospetta assunzione – due giorni prima di annunciare la sua candidatura a presidente della Provincia di Firenze – nell’azienda di famiglia in ruoli dirigenziali le cui quote previdenziali (circa 300 mila euro fino ad oggi compreso il Tfr) sono sempre state pagate dai contribuenti. E per le casse di enti locali non sono bruscolini. Solo il giochetto degli oneri riflessi, per esempio, è costato al Comune di Messina nell’ultimo mandato 1 mln di euro l’anno.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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