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Produrre energia dal mare, la Sicilia è in prima linea
di Rosario Battiato

Studio Enea identifica il mare nord-occidentale dell’Isola come una delle zone più interessanti. Un rapporto promuove il contenimento dei prezzi e l’avvio di nuove tecnologie

Tags: Energia, Enea



ROMA – L’Enea ha diffuso i risultati del primo anno delle attività dell’Accordo di Programma 2012-2014 con il Ministero dello Sviluppo Economico sulla “Ricerca di Sistema Elettrico”. Un’azione necessaria per diffondere le attività orientate “alla promozione di un sistema energetico più sicuro ed efficiente, che favorisca il contenimento dei prezzi dell’energia elettrica per i consumatori e le imprese, contribuisca allo sviluppo economico e sociale del Paese e sviluppi tecnologie innovative, efficienti e competitive, migliorando la qualità del servizio e diminuendo costi e impatto ambientale”. Al centro di alcuni nuovi progetti sulla produzione di energia dal mare figura anche la Sicilia che potrebbe contribuire in maniera sempre più determinate, grazie al proprio patrimonio naturale, agli equilibri energetici rinnovabili del Paese.

Attualmente, si legge sul report, sono in corso 11 progetti di ricerca: sviluppo di sistemi per l’utilizzo a fini energetici delle biomasse, sviluppo di nuovi dispositivi fotovoltaici, sfruttamento dell’energia solare ad elevate temperature, estrazione di energia dal mare, cattura e confinamento della CO₂, sicurezza dei sistemi nucleari e collaborazioni internazionali nello sviluppo dei reattori di quarta generazione, fusione nucleare, accumulo di energia, efficienza energetica negli usi civili e industriali, nei servizi e nell’elettromobilità, climatizzazione con fonti rinnovabili.

Nell’ambito degli studi e valutazioni sulla produzione di energia elettrica dalle correnti marine e dal moto ondoso proprio in Sicilia si potrebbe aprire un fronte molto interessante. La ricerca è attiva da circa dieci anni con progetti mirati allo sviluppo di dispositivi atti a funzionare nel Mar Mediterraneo in particolare e in zone oceaniche in genere.

“Attualmente – si legge nel report Enea - lo sfruttamento dell’energia dal mare è attualmente ad uno stadio meno avanzato rispetto a quello di altre risorse rinnovabili quali il vento o il sole, anche perché presenta un grado di complessità operativa più rilevante”. Chiaramente per l’Italia si tratta di una disponibilità, sia in termini di densità di potenza che di spazi, di grande interesse. Declinando sul territorio, scopriamo che i sistemi di produzione di energia dal mare offrono le potenzialità più interessanti anche nelle numerose isole presenti in Italia. In particolare in Sicilia, che è considerata, assieme alla Sardegna, una delle aree più predisposte per lo sviluppo dei sistemi di assorbimento e conversione energetica di tipo costiero, sia di tipo galleggiante che a barriere sommerse poggiate su bassi fondali. Sistemi che possono avere una valenza significativa anche per la riduzione dei fenomeni di erosione costiera.

Il meccanismo, semplificando fino all’eccesso, è lineare: l’energia può essere estratta dal mare attraverso tecnologie che utilizzano l’acqua di mare come forza motrice o che sfruttano il suo potenziale chimico o termico.

L’attività di ricerca del progetto è indirizzata allo sviluppo di un sistema operativo per la previsione dell’energia associata al moto ondoso, alla realizzazione di una campagna di misure nello Stretto di Messina, e all’ottimizzazione e progettazione di due dispositivi di conversione del moto ondoso. La costa occidentale della Sardegna e quella nord-occidentale della Sicilia sono state individuate come le regioni dei mari italiani più interessanti dal punto di vista del possibile sfruttamento energetico. Sono quindi state realizzate mappe climatologiche a più alta risoluzione per queste due zone.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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