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Ribaudo (Pd) invia mail di fuoco su Faraone, il M5S la diffonde
di Redazione

Il deputato dem scrive a Renzi (ma mette in copia conoscenza i pentastellati): "Il premier non può farsi raccontare la Sicilia dal suo referente". Pesanti le accuse: "Da un lato il professionismo dell'antimafia e dall'altro le frequentazioni di sempre"

Tags: Faraone, Crocetta, M5S, Renzi, Matteo Renzi, Partito Democratico



Una lettera firmata, recapitata a diversi deputati a cinque stelle, è l’ennesimo atto d’accusa destinato a scuotere la politica siciliana e in particolar modo la precaria maggioranza che sostiene il governo Crocetta. “Un deputato siciliano del Pd, Franco Ribaudo, ci ha inviato una lettera indirizzata a Renzi con la quale attacca il responsabile Welfare del suo partito Davide Faraone. Non sappiamo se l'abbia inviata a tutti i parlamentari, ma l'hanno ricevuta molti di noi del M5S. E non sappiamo perché l'abbia inviata, ma il contenuto è esplosivo”. Lo afferma il deputato cinquestelle Manlio Di Stefano che pubblica su facebook il testo della lettera datata 16 aprile 2014.
 
Questo il testo della lettera di Ribaudo: “Caro Matteo, ho sentito il bisogno di scrivere al Segretario nazionale del mio partito perché la vicenda siciliana del Partito democratico merita maggiore attenzione da parte tua. Il presidente del Consiglio non può continuare a farsi raccontare la Sicilia dal suo referente Davide Faraone, poiché certi comportamenti delle ultime ore, che io definisco arroganti e spregiudicati, possono arrecare davvero molto male al nostro partito, alla nostra terra e alla politica in generale - scrive Ribaudo - Il rimpasto della Giunta regionale siciliana e la definizione delle liste europee per la circoscrizione Sicilia- Sardegna, a mio modo di vedere, hanno smascherato il ‘modus operandi’ da capobastone della politica siciliana dello stesso Faraone e questo non possiamo nasconderlo".
 
“Purtroppo, in Sicilia, Faraone-Crocetta-Cardinale hanno voluto unire la scadenza europea al rimpasto della giunta regionale (il Crocetta bis). Avere stretto accordi di vecchio conio con personaggi che poco hanno a che fare con il Pd non fa cambiare la storia della Sicilia. È chiaro che l'accelerazione con la quale Crocetta ha nominato la sua giunta poche ore prima della direzione regionale non è nient'altro che il frutto di questo accordo cieco di Crocetta-Faraone con altri signorotti della politica isolana, per continuare con lo stesso spartito: da un lato il professionismo dell'antimafia e dall'altro le frequentazioni di sempre”.
 
“Questo non può essere il cambiamento di verso che la gente di Sicilia si aspetta da Renzi - conclude Ribaudo - Il segretario e i suoi luogotenenti romani non possono girarsi dall'altra parte facendo finta di non aver visto o non aver capito da chi sono rappresentati. Matteo, affidandoti solo a Faraone, la Sicilia non riuscirà a cambiare verso. Continuando di questo passo rischiamo di portare il partito e la nostra regione in un punto di non ritorno”.
 
Di fronte a queste accuse il deputato Di Stefano tira le somme e rilancia pesanti accuse verso l’onorevole palermitano: “Renzi allontani Faraone dalla segreteria del Pd. Il M5S aveva denunciato la vicinanza di Faraone con il boss Agostino Pizzuto e ambienti mafiosi siciliani. Ora che il deputato Ribaudo dello stesso Pd, in una lettera pubblica, denuncia le stesse cose, non è più possibile tollerare”.
 
“Proprio questa settimana il Pm Di Matteo denunciava il depotenziamento del 416ter sullo scambio elettorale politico-mafioso dandoci ragione, forse oggi ci spieghiamo il motivo. Fuori la mafia dallo Stato", tuona infine Di Stefano.
 

Articolo pubblicato il 23 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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