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App gratis ma con spese inattese, Altroconsumo segnala Apple e Google
di Marco Zaninelli

L’associazione dei consumatori ha segnalato all’Antitrust i due colossi informatici per alcune pratiche ingannevoli che riguardano le applicazioni "free"

Tags: Android, Tre Italia, Vodafone, Tim, Apple, Google, Altroconsumo, Antitrust, App, Smartphone, Cellulari, Ios



Considerando che ormai sono tantissime le offerte di Tim, Vodafone, Tre Italia, ecc. che propongono ai loro utenti piani tariffari con smartphone inclusi, acquistabili quindi a rate, è veramente difficile non cogliere l’occasione per entrare in possesso di un cellulare di nuova generazione; in questo modo avremo anche l’opportunità di utilizzare qualcuna delle migliaia di app gratis disponibili negli store online.
 
Soprattutto se si scelgono smartphone Apple o Android, la quantità di app gratis è veramente immensa, dai giochi più celebri alle applicazioni per le foto o i video. Anche in questo mercato che permetteva all’utente di disporre gratuitamente delle più disparate funzioni sul proprio smartphone c’è però la magagna. A indicarla è un articolo di Altroconsumo, l’associazione dei consumatori, che ha addirittura segnalato all’Antitrust i due colossi informatici Apple e Google per alcune pratiche ingannevoli che riguardano proprio le app gratis.
 
Una volta scaricata l’app gratis dagli store di Apple o Google Play e dopo aver iniziato a utilizzarla a pieno ritmo, infatti, ci si accorge che per proseguire sono necessari componenti, accessori o attrezzi indispensabili che però sono a pagamento. Vengono definiti acquisti in-app e saranno effettuati direttamente all’interno dell’app gratis con addebiti reali sulla carta di credito associata allo smartphone.
 
Secondo Altroconsumo tale pratica commerciale inserita in app gratis all’apparenza sarebbe aggressiva e vietata dal Codice del Consumo, soprattutto perché la maggior parte di queste app sono giochi destinati ai bambini; questa la principale motivazione che ha spinto l’Associazione dei consumatori ha segnalare Apple e Google all’Antitrust. «Il primo grande rischio è che sia il minore ad acquistare all’insaputa dei genitori questi componenti virtuali con soldi veri».
 
Entrambe le società offrono infatti, per comodità, la possibilità di acquistare applicazioni e contenuti senza inserire ogni volta il codice segreto per un certo tempo. La seconda pratica scorretta sta proprio nell’invitare il bambino a effettuare l’acquisto, magari facendogli assillare i genitori fino allo sfinimento: «Una tecnica di manipolazione chiaramente illecita perché è compresa tra le pratiche commerciali considerate in ogni caso aggressive».
 
Il Codice del Consumo – prosegue Altroconsumo – fa rientrare in queste pratiche anche quella di “includere in un messaggio pubblicitario un’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati”». La denuncia all’Antitrust di Altroconsumo è particolarmente importante se si considera che il 30% degli incassi di Apple sono ottenuti grazie agli acquisti in-app e che i giochi generano per Google circa l’80% delle entrate complessive del suo store.
 
Altroconsumo ha quindi segnalato entrambe le aziende all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta. Non si tratta però di una problematicità sentita solo dall’Associazione se la Commissione Europea ha convocato formalmente Apple e Google per discutere della tematica degli acquisti in-app delle app gratis per smartphone e tablet e delle potenziali criticità per i diritti dei consumatori.
 
Altroconsumo non si è pero fermata qui, infatti fornisce anche qualche consiglio di sicurezza per rendere il proprio smartphone o tablet un po’ più a prova di bambino. In primo luogo è necessario sempre controllare i minori quando giocano con le app gratis. Poi, ovviamente, è possibile variare i parametri in modo da eliminare la finestra di tempo entro la quale è possibile fare acquisti senza rinserire la password.
 

Articolo pubblicato il 23 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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