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Spesa farmaci, possiamo risparmiare 350 mln se pratichiamo i consumi della media Italia
di Lucia Russo

In totale si può arrivare a tagliare un miliardo di sprechi tra mobilità passiva, personale, beni e servizi, assicurazioni. Il governatore ha proposto il taglio agli sprechi della Sanità come scrive da tempo il QdS

Tags: Sanità, Farmaci, Rosario Crocetta, Lucia Borsellino, Roberto Agnello



PALERMO - “Taglieremo gli sprechi nella sanità rimettendo ordine nella spesa farmaceutica dove si spendono 230 milioni in più e in quella per ‘beni e servizi’ con tagli da 90 mln, oltre che sulle assicurazioni, con una riduzione di 40 mln”. Così il governatore Rosario Crocetta, conversando con l’Ansa, ci ha dato l’impressione di avere letto attentamente le pagine del Quotidiano di Sicilia sui tagli possibili nella sanità.

C’è qualche divergenza nelle cifre, perchè lo spreco nel consumo dei farmaci rispetto alla media Italia è di 350 milioni di euro e non 230 come dice il governatore, come anche negli acquisti di beni e servizi il QdS ha calcolato che è possibile risparmiare fino a 200 milioni di euro. Quello che importa però è che il governatore insieme all’assessore Borsellino condivide gli sprechi focalizzati dal QdS. Del resto, l’assessore Borsellino al forum Sanità del QdS, pubblicato il 27 febbraio 2014, ha apprezzato il lavoro da noi fatto nell’indicare dove è possibile risparmiare.

“Certamente non saranno i cittadini ad essere penalizzati. Anzi - ha rassicurato Crocetta - Metà dei tagli agli sprechi saranno utilizzati per riqualificare il sistema della sanità in Sicilia, l’altra metà per le esigenze di bilancio”. Da qui la manovra concordata ieri dal governatore con gli assessori all’Economia Roberto Agnello e alla Salute Lucia Borsellino per fare fronte al decreto Renzi sull’Irpef, il cui impatto sui conti delle Regioni sarà valutato oggi in Conferenza delle Regioni, convocata in seduta straordinaria. Crocetta stima di recuperare circa 400 milioni, “frutto - afferma - della lotta agli sprechi e alla corruzione nella sanità”.

E rispetto alle critiche del presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Pippo Digiacomo (Pd), Crocetta dice: “Digiacomo ha sempre condiviso la lotta agli sprechi, sa bene che non abbiamo alcuna intenzione di tagliare i servizi ai cittadini. Se è un vero riformista e un uomo che ama la Sicilia non potrà che condividere questo approccio”.

In particolare, rispetto alla spesa farmaceutica la Sicilia è al primo posto in Italia. Per la convenzionata spendiamo 178,9 euro a testa seguiti dalla Calabria 170,7 euro, dalla Puglia 163,7 euro, mentre le Provincie Autonome di Trento e Bolzano e l’Emilia Romagna hanno mostrato la spesa pro capite più bassa pari rispettivamente a 109,1 euro, 95,7 euro e 109,6 euro, valori ben al di sotto della media nazionale di 141,2 euro.

In Sicilia, il totale della spesa convenzionata lorda è stato di 1,1 miliardo di euro contro 1,7 miliardi della Lombardia e 11 miliardi in Italia, cioè il 14,19 per cento della spesa totale per la sanità contro il 10,09% della media Italia. Se consideriamo tutte le voci (convenzionata, classe C con ricetta, automedicazione, strutture pubbliche) la spesa farmaceutica siciliana è del 26,35% sul totale della spesa sanitaria, mentre la percentuale lombarda è del 24,89 per cento e quella italiana del 22,23 per cento.
 
Applicando alla spesa sanitaria totale in Sicilia di 8,4 miliardi, la percentuale della spesa farmaceutica secondo la media Italia (22,23%) la Sicilia potrebbe risparmiare 347 milioni di euro in spesa farmaci e 124 milioni se applicasse le percentuali della Lombardia.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Lucia Borsellino, assessore regionale alla Salute
Lucia Borsellino, assessore regionale alla Salute


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