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Ddl salva-imprese indietro, l’Ars ha chiesto correzioni
di Raffaella Pessina

Il ragioniere generale insieme all’assessore Economia devono riscriverlo, Ardizzone, presidente Ars, ieri ha sospeso la seduta

Tags: Ars, Giovanni Ardizzone, Rosario Crocetta, Antonello Cracolici, Pippo Digiacomo, Vincenzo Vinciullo



PALERMO - Il sistema pensionistico dei parlamentari siciliani è stato adeguato a quello degli altri consiglieri regionali italiani. Il Parlamento ha approvato il relativo ddl durante la seduta d’Aula di ieri pomeriggio all’Ars. Le modifiche adeguano il regolamento previdenziale per i deputati regionali alla disciplina del decreto Monti.
 
In particolare viene previsto che in caso di conclusione anticipata della legislatura, la domanda per il completamento del quinquennio ai fini previdenziali, dovrà essere presentata entro tre mesi dalla fine del mandato. Inoltre, i vitalizi sono sospesi in caso di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione.
 
La seduta è proseguita con una comunicazione da parte del Presidente dell’Ars, Ardizzone, sul ddl salva-imprese: la riscrittura del ddl predisposta dal governo, contiene delle incongruenze, così come rilevato dagli uffici dell’Ars. Ardizzone ha chiesto una correzione, quindi un’ulteriore parziale riscrittura da parte del ragioniere generale della Regione d’intesa con l’assessore all’Economia Roberto Agnello. Quindi seduta sospesa. Il governo, nel frattempo ha presentato altri due emendamenti. In Aula era presente il governatore Rosario Crocetta.

Alla ripresa di seduta è intervenuto Antonello Cracolici, leader dei dissidenti all’interno del Pd. Per l’ex capogruppo quella di Crocetta è solo propaganda perché fino “ad oggi non si conosce quale sarà il gettito. Come è possibile stabilire misure di politica fiscale credibili?”. Martedì scorso Michele Cimino, dei Democratici riformisti (Drs) aveva chiesto di velocizzare l’approvazione questo ddl per evitare la perdita dei 120 milioni di euro che Roma deve versare per la sanità siciliana ed evitare che il governo nazionale, dopo una diffida, nomini un commissario per assolvere all’obbligo di pagare le aziende che vantano credito nei confronti della regione come previsto nel nuovo provvedimento finanziario nazionale.

Intanto sempre martedì scorso il Governo regionale ha predisposto una manovra di 300 milioni di euro, al termine di un vertice tra Rosario Crocetta e gli assessori all’Economia e alla Salute, Roberto Agnello e Lucia Borsellino, convocato per analizzare l’impatto sul bilancio della Regione del nuovo dl del governo nazionale, relativo al contenimento spesa. Nel corso dell’incontro sono stati sbloccati inoltre 7 milioni per i consorzi di bonifica che consentiranno il pagamento degli stipendi dei lavoratori.
 
Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità all’Ars si è espresso negativamente in merito all’intenzione di Crocetta di operare i tagli alla sanità. “In commissione mi opporrò a qualunque nuovo taglio alla spesa sanitaria – ha detto di Giacomo e chiederò che un’eventuale proposta in questa direzione da parte del governo venga bocciata dalla commissione”.
 
“Tra l’altro – aggiunge - il governo nazionale non prevede alcun taglio alla sanità nell’ambito della riduzione dei trasferimenti alle Regioni: sarebbe paradossale se la Sicilia fosse l’unica regione italiana ad andare in questa direzione. La vera battaglia che il governo regionale deve portare avanti –conclude Digiacomo – deve essere quella per la riduzione della compartecipazione della spesa sanitaria”.
 
Approvato sempre ieri pomeriggio il prelievo del disegno di legge sul servizio idrico integrato su richiesta di Vincenzo Vinciullo (Ncd). Il testo è stato incardinato ed è stato dato tempo fino a ad oggi per la presentazione degli emendamenti. na

Articolo pubblicato il 24 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Ardizzone
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Antonello Cracolici
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