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Quotidiano di Sicilia

Istituti di credito “tiepidi”. Tre su nove disponibili
di Michele Giuliano

Poche le banche disposte ad acquisire i crediti delle imprese verso la Pa - Ma nessuno pubblicizza questa opportunità sul proprio sito

Tags: Pubblica Amministrazione, Impresa



A primo impatto l’impressione che si ha è che le banche non vedano di buon occhio questa possibilità di prendersi carico del credito delle imprese verso le pubbliche amministrazioni. Dei dieci istituti di credito contattati soltanto in tre hanno mostrato disponibilità ad effettuare questo tipo di servizio anche se, in realtà, la sola Banca Popolare del Mezzogiorno dice di aver espletato operazioni di questo tipo ammettendo anche le notevoli difficoltà. Per il resto le altre due banche disponibili, Monte dei Paschi di Siena e Banca agricola Popolare di Ragusa, non hanno mai effettuato servizi simili in Sicilia.

E comunque nessuno degli istituti di credito ha mai pubblicizzato questa opportunità per le imprese, segno evidente che c’è poca voglia di applicare l’articolo 14 della legge 6 del 2009. Uno spiraglio aperto è stato lasciato dal Banco di Sicilia: l’amministratore delegato Roberto Bertola, per il tramite dell’ufficio stampa, ha evidenziato che della questione saranno investiti a breve tutti i soci per valutare l’opportunità di applicare lo strumento normativo. Restano invece in bilico tanti altri istituti di credito che invece, per svariati motivi, si sono detti impossibilitati a rispondere: chi si è trincerato dietro la scusante degli impegni del direttore generale (Banca Sant’Angelo, Credito Siciliano, Banca Nuova) che, nonostante le due settimane di tempo date dalla nostra redazione, non ha avuto tempo per rispondere. La Banca nazionale del lavoro invece ha preferito per il momento non prendere posizione. La Banca d’Italia e Mediolanum invece sono state nette: non effettuano, per loro statuto, questo tipo di servizi.
 

 
Il decreto Tremonti: interessi di mora per il ritardo nei pagamenti della Pa

Il decreto legislativo n. 231/02 - pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 249 del 23 ottobre 2002 - è in vigore dal 7 novembre 2002. Il provvedimento attua la direttiva Ue n. 2000/35 Ce sulla lotta contro i ritardi dei pagamenti relativi a forniture di beni e servizi erogati ad enti pubblici ed imprese.
Le disposizioni si applicano senza avviso ai contratti stipulati dopo l’8 agosto 2002. Il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data della fattura, se non pattuito diversamente nel contratto.
In caso di ritardo da tale data scattano automaticamente gli interessi legali e di mora dell’8% (ai sensi dell’art. 5, comma 2 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231). I responsabili del procedimento in caso di mancato pagamento delle fatture nei 30 giorni e del conseguente obbligo del pagamento degli interessi di mora potrebbero essere ritenuti responsabili patrimonialmente, per danno all’Erario. (dr)

Articolo pubblicato il 30 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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