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Sindaci bravi con ordine e crescita
di Carlo Alberto Tregua

Puntare su Pil, disoccupazione e trasparenza

Tags: Pil, Economia



I nodi sono venuti al pettine, i soldi sono finiti ed è cominciata la rincorsa ai tagli chirurgici per risparmiare le spese improduttive e quelle clientelari, che hanno alimentato per decenni un ceto politico incapace e in parte corrotto.
Con l’abolizione delle province in Sicilia (ma ancora va approvato il decreto dell’assessore Autonomie locali su servizi e funzioni oggetto di accorpamento) i 390 Comuni assumono un ruolo molto più importante di prima.
Non solo, ma la penuria di risorse farà emergere la capacità o l’incapacità dei 390 sindaci. Molti di loro hanno professionalità e capiscono che l’azienda-comune deve essere gestita con efficienza, avendo presenti gli obiettivi primari da raggiungere.
Quali sono? In primo luogo, il sindaco, nel periodo del proprio mandato, ha l’obbligo di indicare ai propri cittadini di quanto intenda far crescere il Pil della sua città. In secondo luogo, ha l’obbligo di indicare qual è l’aumento dell’occupazione programmato.

Ma vi è un terzo fondamentale obiettivo che il sindaco deve raggiungere: digitalizzare tutti i servizi e consentire a ciascuno dei residenti di accedervi con un proprio pin dal proprio domicilio, senza bisogno cioè di recarsi fisicamente negli uffici
Quei cittadini che non avessero dimestichezza coi sistemi informatici, potrebbero rivolgersi ai Caf, sempre utilizzando il proprio pin.
Digitalizzando tutti i servizi, aumenterebbe la trasparenza e si potrebbero smascherare le sacche di inefficienza e di corruzione che inevitabilmente si formano in amministrazioni incrostate, dopo decenni di letargo.
In quest’operazione, avrebbero un ruolo primario i dirigenti cui affidare il compito di attuare l’indirizzo politico e di ottenere risultati concreti.
Uno importante fra essi è il sito web, che deve essere organizzato e mantenuto al più alto livello professionale, anche in linea con la legge che impone obblighi di varia natura, nonché con le precise prescrizioni dell’Anac, Autorità nazionale anticorruzione. Essa ha il compito di controllare l’applicazione della legge sulla trasparenza (Dlgs 33/13), che contrasta fortemente inefficienza e corruzione. I sindaci devono capire che la festa è finita, andate in pace.
 
Risparmiate le risorse attraverso un’operazione puntuale di taglio della spesa improduttiva e clientelare, il bravo sindaco deve muoversi con rapidità ed efficienza per utilizzare tutte quelle comunitarie, statali, regionali e proprie, per attivare i cantieri di opere pubbliche indispensabili a sistemare il proprio territorio, mettere in sicurezza antisismica gli immobili, rendere civili le proprie strade e gradevole e vivibile la propria città.
Con le risorse recuperate, il sindaco deve fare l’elenco di manifestazioni ed eventi capaci di attrarre turisti regionali, nazionali ed internazionali, in accordo con albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani e agricoltori locali, da coinvolgere nel piano.
All’interno di ogni città siciliana vi è sicuramente un borgo da ristrutturare, e possibilmente da mettere sul sito, per attrarre cittadini del mondo che volessero acquistare qualche immobile.

Tutta l’operazione attrattiva non dovrebbe avere sosta ed essere alimentata da capacità ed inventiva, per raggiungere i due obiettivi indicati all’inizio: incremento del Pil e dell’occupazione.
Purtroppo non vi sono tanti sindaci siciliani dotati dell’indicata professionalità: lo dimostra il fatto che si continuano a lamentare di non avere risorse sufficienti, senza approntare il Piano aziendale, madre di un nuovo modo di amministrare le città.
I cittadini, fin’oggi, hanno dato il loro voto, spesso clientelare, sperando in qualche favore di ritorno. Ma ora che la speranza è definitivamente cessata dovranno, obtorto collo, valutare con severità il sindaco che hanno eletto, esclusivamente in base ai risultati che egli è capace di raggiungere.
Si apre quindi una nuova era nella quale cittadini e sindaci sono coinvolti perché si trovano sulla stessa barca, che si salva o affonda in funzione delle capacità del capitano e della ciurma.
La santa crisi ha avuto l’ effetto benefico di evidenziare le deviazioni. Guai a non tenerne conto.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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