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Catania - Comune: a maggio il Preventivo. I debiti ammontano a 250 mln di euro
di Melania Tanteri

L’esposizione debitoria sarà coperta con i fondi del Dl 35 e inciderà nel bilancio solo marginalmente. Confermate le intenzioni del sindaco Bianco, il documento approvato in anticipo

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Enzo Bianco, Bilancio



CATANIA - Il Bilancio di previsione per l’anno in corso, di circa 450 milioni di euro, sarà approvato in Giunta entro il mese di maggio. Parola dell’assessore al ramo, Giuseppe Girlando che conferma le intenzioni già manifestate dal sindaco, Enzo Bianco, di dare il via al documento di previsione economica prima della scadenza imposta dal legislatore, fissata inizialmente al 30 aprile ma poi rinviata al mese di luglio.

“Si attende la conversione in legge del decreto salva Roma – spiega il delegato del primo cittadino – in cui è previsto che i termini per l’approvazione del preventivo slittano al 31 luglio”. Una dimostrazione, secondo Girlando, delle difficoltà dei Comuni nel definire la propria programmazione economica. “Noi comunque – ribadisce Girlando - non aspetteremo sicuramente il 31 luglio ma, nel mese di maggio, esiteremo il documento in Giunta per poi affidarlo all’esame del Consiglio comunale”.
Si dice fiducioso, l’assessore, del fatto che la programmazione finanziaria per il 2014 possa essere definita in tempi brevi, dato il lavoro effettuato nei mesi scorsi, i cui frutti sembrano già vedersi, con l’approvazione, ad esempio, del Regolamento del sistema dei tributi locali Iuc.

“Fra le propedeutiche al Bilancio – afferma Girlando – c’è l’adozione del nuovo Regolamento dei tributi comunali, che sarà discusso dall’assemblea cittadina nelle prossime settimane. Nei prossimi giorni adotteremo quello delle tariffe. Sappiamo già, come è stato già preannunciato per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, si avrà una riduzione di circa il 2 per cento, grazie ai risparmi ottenuti nel settore dei rifiuti”.

Un lavoro lungo e non certo semplice, quello degli uffici contabili, costretti ad adeguare le decisioni al piano di riequilibrio finanziario. “La situazione non è facile - conferma l’assessore – perché il Piano di rientro è un vincolo che aiuta, in certi casi, ma in altri prevede riduzioni che devono essere, in parte, ancora implementate. A questo bisogna aggiungere che lo Stato non ha ancora terminato di effettuare spending review a carico dei Comuni, che continuano a subire riduzioni di trasferimenti”.
Insomma, ai vincoli del Piano di riequilibrio si aggiunge l’incertezza dell’ammontare dei trasferimenti statali, così come di quelli regionali: alle riduzioni del Piano, infatti, potrebbero aggiungersene delle altre.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità fornita ai Comuni dal Governo, attraverso il Dl 35, di poter pagare i debiti contratti dalla pubblica amministrazione, Girlando spiega che questa inciderà solo marginalmente sul bilancio di previsione, andando a colpire l’ammontare della massa debitoria, che ammonta a circa 250 milioni.

“Una cosa è l’equilibrio di bilancio, tra entrate e uscite – prosegue Girlando – e questo, di fronte ai minori trasferimenti, ci obbligherà a impegnarci per far quadrare i conti, ipotizzando minori spese. Dall’altro c’è il Dl 35 – continua – che, invece, impatta in maniera marginale sul bilancio”. La massa debitoria – i debiti scaduti che obbligano il Comune a pagare immediatamente un importo nei confronti di terzi - non può infatti essere pagata con l’avanzo di bilancio. “Il collegamento con il documento di programmazione finanziaria avviene invece, per quanto attiene alla produzione degli interessi passivi – sottolinea Girlando - che diventeranno debiti fuori bilancio. Insomma, da un lato il dl 35 costringerà l’Ente a mettere ordine relativamente ai debiti, dall’altro ridurrà la disponibilità di fondi, perché nel documento di previsione, devono essere inseriti gli interessi passivi da pagare. “Che avremmo comunque dovuto pagare in ogni caso”, conclude.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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