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Arriva “l’effetto Renzi”. Gli italiani più fiduciosi
di Redazione

Istat: aumentato l’indice di fiducia dei consumatori, il più alto dal 2010

Tags: Economia, Crisi, Matteo Renzi, Istat



ROMA - Qualcuno lo chiama “effetto Renzi” ma a prescindere dal ruolo del premier, si tratta sicuramente di una notizia positiva per lo scenario economico dell’Italia, se non altro perché alimenta le speranze di una ripresa. Secondo l’Istat, infatti, in aprile l'indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato a 105,4 da 101,9 del mese precedente, toccando il livello più alto dal gennaio 2010. La componente economica e quella personale aumentano, la prima in misura più consistente raggiungendo il valore di 115,1 da 108,1, la seconda cresce a 100,6 da 98,8 del mese precedente.

Gli indici riferiti al clima corrente e futuro aumentano a 101,6 da 97,9 e a 109,4 da 105,8 rispettivamente. Riguardo alla situazione economica del Paese migliorano sia i giudizi sulle condizioni attuali, che le attese future (i saldi passano rispettivamente a -96 da -110 e a 14 da 3). Restano stabili le attese sulla disoccupazione (44 il relativo saldo). I giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia migliorano (il saldo passa a -52 da -59 per i primi e a -6 da -13 per le seconde). Giudizi positivi sono espressi anche sul bilancio familiare: il saldo passa a -15 da -21.

Le opinioni sull'opportunità attuale di risparmio peggiorano (a 116 da 123 il saldo), mentre restano stabili quelle sulle possibilità future (-57 il saldo). Le valutazioni sull'opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un miglioramento: il saldo passa a -76 da -83. Il saldo dei giudizi sull'andamento recente dei prezzi al consumo è in diminuzione a 3 da 20; diminuisce anche il saldo relativo alle attese sull'evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi che passa a -33 da -16. A livello territoriale il clima di fiducia aumenta in tutto il Paese. Il dato di aprile sulla fiducia dei consumatori “conferma che la promessa di sgravi fiscali ha avuto un impatto sulla fiducia delle famiglie, e potrà averlo anche sulla spesa finale nel momento in cui sarà implementato”, ha commentato il senior economist del Servizio Studi Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli.

Il focus da esaminare riguarda ora la fiducia delle imprese manifatturiere - il dato è atteso per oggi - su cui l'effetto Renzi sembra pesare meno che su quella dei consumatori. A marzo l'indice era sotto le attese, pur avendo toccato il valore più alto da giugno 2011.

Intanto il Governo continua a lavorare sui tagli alla spesa pubblica: lo ha confermato a Parigi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “La spending review deve essere rafforzata ed estesa”, ha detto, riferendosi alla legge di stabilità per il 2015, che è “in avvio”. L’esecutivo, ha spiegato il ministro, è in attesa del “responso” di Bruxelles sul Programma di stabilità e sul Piano nazionale di riforme, contenuti nel Def. Padoan ha affrontato con i colleghi dell’Eurogruppo il tema degli squilibri macroeconomici: per l’Italia l’elevato debito.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Matteo Renzi
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