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Quotidiano di Sicilia

Delega fiscale: verso regimi semplificati e collaborazione da parte dei Comuni
di Salvatore Forastieri

La legge n. 23/2014 vera occasione per incrementare la tax compliance e rendere più fluida l’economia del Paese. Entro il 27 marzo 2015 il Governo deve provvedere a rivedere il sistema fiscale con decreti legislativi

Tags: Delega Fiscale, Economia, Fisco



Sono sedici gli articoli di cui si compone la “delega fiscale”, ossia la legge 11/3/2014 n. 23 che, nel giro di un anno, dovrebbe cambiare l’aspetto del fisco del nostro Paese.

Questa legge, all’art.1, stabilisce che il Governo dovrà adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge (ossia entro il 27/3/2015), i decreti legislativi necessari per procedere alla revisione del nostro sistema fiscale. Il 27 marzo dell’anno prossimo, pertanto, la riforma dovrebbe essere già realizzata. La legge delega stabilisce i principi ed i criteri di carattere generale al quale il Governo  si dovrà attenere nel procedere alla revisione fiscale, e chiede che ogni quattro mesi l’Esecutivo riferisca alle competenti Commissioni Parlamentari sullo stato di attuazione della delega.

Ma vediamola nei dettagli. Innanzitutto è prevista l’introduzione di un nuovo sistema catastale, con un adeguamento periodico dei valori patrimoniali e con la collaborazione dei Comuni (art.2). La rendita catastale non dovrà più essere determinata sulla base dei vani, bensì sulla base della superficie dell’immobile. Un sistema, quest’ultimo, il quale, in linea di principio, appare più equo del precedente, ma che per esserlo veramente dovrà non alterare in maniera significativa l’entità della base imponibile di tutte le unità immobiliari e, conseguentemente, l’ammontare del prelievo fiscale che, sulla base della rendita catastale, hanno la loro applicazione.

Ma a prescindere dalla cennata riforma del catasto, la legge delega prevede altri  numerosi  ed importantissimi interventi - che pubblichiamo nel box all’interno di questo articolo - che puntano, principalmente, all’incremento dell’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.

Si tratta, come si può facilmente notare, di un pacchetto di riforme abbastanza nutrito, sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo. Il Governo, infatti, teoricamente entro dodici mesi, metterà  a punto una serie di disposizioni che, finalmente, dovranno mettere il dito in molte delle “piaghe” che attualmente rendono difficile ed estremamente odioso l’adempimento fiscale.

Il Governo, per esempio, così come previsto dall’art. 5 della legge delega, deve affrontare la spinosissima questione dell’abuso del diritto, mettendo dei punti fermi sulla definizione di elusione fiscale (“uso distorto di strumenti giuridici”) e sui presupposti costitutivi dell’abuso, cercando di  non penalizzare, comunque, la libertà di scelta ed assicurando al contribuente la possibilità di giustificare la scelta operata.

Dovrà procedere, come previsto dall’art. 7, ad una revisione dei regimi fiscali attualmente esistenti (attualmente sono sei, esclusi quelli speciali in materia di IVA) introducendo pure dei regimi particolari per i contribuenti di “minori dimensioni” ed uno “forfettario” per quelli di “dimensioni minime”.

La proposta del Garante del contribuente per la Sicilia
Come più volte segnalato dal Garante del Contribuente per la Sicilia, occorre introdurre un sistema estremamente facilitato di pagamento dei tributi per i piccoli contribuenti i quali, molte volte, sono costretti a chiudere l’attività a causa delle difficoltà che incontrano per adempiere agli eccessivi e costosi formalismi nel campo tributario. Un sistema, quello ipotizzato anche dal Garante, che preveda un unico prelievo, magari con l’applicazione del principio di tassazione “per cassa”, in grado di avvicinare il debito tributario al momento dell’effettiva percezione del ricavo.

L’accertamento

Altra importante questione che il Governo dovrà risolvere è quella  del “raddoppio dei termini” per l’accertamento in caso di reati fiscali, prevedendo che questa dilatazione del termine di decadenza possa verificarsi solo in presenza di una denuncia all’Autorità Giudiziaria presentata  entro un termine correlato alla scadenza del termine di decadenza ordinario.

I controlli mirati

Sempre il Governo, dovrà rafforzare, pure, il sistema dei controlli fiscali, incrementando il numero dei controlli mirati, utilizzando in maniera più efficace le banche dati oggi esistenti. Dovrà aumentare pure i casi di obbligo di tracciabilità dei pagamenti ma prevedendo, contemporaneamente,  significative semplificazioni in presenza di fatturazione elettronica, trasmissione telematica dei dati, di tracciabilità dei mezzi di pagamento. Non è escluso l’incremento dei casi che prevedono il sistema di applicazione dell’IVA con l’”inversione contabile” oppure con il sistema di detrazione “base da base” attualmente previsto solo per le agenzie di viaggio e per il “regime del margine”. E’ prevista pura una “manutenzione” dell’organizzazione delle Agenzie fiscali nell’ottica di ridurre le spese relative.

Per quanto riguarda, infine, la revisione del sistema di tassazione delle imprese, il Governo è chiamato ad introdurre una nuova imposta, proporzionale, sul reddito imprenditoriale, con il diritto dell’imprenditore e dei soci di detrarre dall’imposta i prelevamenti i quali, però, faranno parte della base imponibile dello stesso imprenditore e degli stessi soci ai fini IRPEF.
Dovrà introdurre, inoltre, un regime semplificato che prevede, per i contribuenti minimi, il pagamento di una sola imposta “forfettizzata”,  nonchè regimi premiali per le nuove iniziative. 

Segno della consapevolezza del Parlamento delle diverse criticità dell’attuale sistema, è la previsione, sempre con la legge delega, della necessità di una definizione precisa di “autonoma organizzazione” ai fini IRAP, altra questione, quest’ultima, che ha dato luogo a lunghi e costosi contenziosi che, in moltissimi casi, hanno visto l’Amministrazione Finanziaria “soccombente”, con inutile dispendio di risorse per le casse dell’Erario.

 Speriamo ora che il Governo faccia in fretta, adempiendo alle prescrizioni del Parlamento entro i dodici mesi previsti dalla legge. Anche la tempestività di intervento  servirà a rafforzare la fiducia dei cittadini verso lo Stato, incrementando la tax compliance e rendendo più fluida l’economia del Paese.



Abuso diritto, gestione rischio, Iva, giochi pubblici e tanto altro
 
Ecco i punti previsti dalla legge 23/2014:
1) Previsione di un sistema di monitoraggio dell’evasione fiscale (artt. 3 e 4);
2) Revisione dell’attuale normativa sull’abuso del diritto (art.5);
3) “Gestione del rischio”, collaborazione e “tutoraggio”,  al fine di  garantire una migliore assistenza del contribuente e l’ampliamento del sistema di dilazione dei pagamenti e della possibilità di “interpello” preventivo (art.6);
4) Semplificazione degli adempimenti tributari, con la previsione del riordino dei diversi regimi fiscali oggi esistenti e la rideterminazione delle funzioni dei sostituti d’imposta, dei CAF e degli altri “intermediari fiscali” (art. 7);
5) Revisione del sistema sanzionatorio penale e revisione della norma che prevede il “raddoppio dei termini” in materia di decadenza dell’azione dell’Amministrazione finanziaria in caso di reati fiscali (art.8);
6) Potenziamento dell’attività di controllo (art.9);
7) Tutela giurisdizionale dei contribuenti, anche assicurando maggiore terzietà dell’Organo giudicante e dando maggiore impulso all’istituto della conciliazione giudiziale (art.10);     
8) Revisione del sistema di tassazione delle imprese (art.11);
9) Revisione dei criteri di determinazione del reddito d’impresa (art.12);
10) Revisione di alcuni regimi speciali IVA e del regime IVA infragruppo (art.13);
11) Revisione delle disposizioni sui  “giochi pubblici”(art.14) ;
12) Previsione di una nuova forma di fiscalità riguardante il consumo e la produzione “sostenibile” (art.15).

Salvatore Forastieri
Garante del contribuente per la Sicilia

Articolo pubblicato il 29 aprile 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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