Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Compravendite immobili in calo in tutte le città
di Oriana Sipala

Giù il valore medio delle abitazioni: il caso di Palermo, Catania, Messina e Termini Imerese. Contrazione più marcata nei centri più piccoli rispetto ai capoluoghi

Tags: Economia, Crisi, Mercato Immobiliare



PALERMO - Dire che il mercato immobiliare è in uno stato di crisi è cosa che ormai non stupisce più. Ce lo ha più volte confermato l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che a cadenza trimestrale ci restituisce un quadro abbastanza chiaro della situazione e del calo che non accenna ad arrestarsi. Secondo l’ultimo rapporto, pubblicato lo scorso 10 marzo, la flessione che si è registrata a livello nazionale, mettendo a confronto gli anni 2012 e 2013, è pari all’8,9%.
 
Con particolare riferimento al settore residenziale, la contrazione è ancora più accentuata e si attesta al 9,2%. Inoltre, se prendiamo in considerazione i Comuni capoluogo e i Comuni non capoluogo, la situazione si presenta abbastanza diversificata. Guardando sempre alla realtà nazionale, nel 2013 il calo delle compravendite nel settore residenziale è del 6,6% nei Comuni capoluogo e del 10,5% nei Comuni non capoluogo. In questi ultimi, dunque, il mercato degli immobili risente di una più marcata contrazione.

In tale contesto, il Mezzogiorno non fa eccezione. Le regioni del Sud, infatti, nel 2013 registrano un calo del 10,1% rispetto al 2012. Per la precisione, i Comuni capoluogo presentano una flessione dell’8,5%, mentre i Comuni non capoluogo presentano una flessione del 10,7%. Con particolare rifermento al capoluogo siciliano, il calo rilevato dall’Osservatorio immobiliare per l’anno 2013 è pari al 7% rispetto al 2012, mentre nei Comuni in provincia di Palermo si attesta un calo dell’8,7%. Anche in questo caso, dunque, si può confermare una maggiore contrazione del mercato immobiliare nei centri urbani più piccoli piuttosto che nel capoluogo di Provincia.

Conseguentemente al blocco delle compravendite, si è registrato un calo sensibile anche del valore di mercato nelle varie realtà territoriali del Paese. Ci soffermiamo però sulle principali città siciliane, Palermo, Catania e Messina, e su un centro urbano in Provincia di Palermo (ovvero Termini Imerese), al fine di evidenziare come cambia la situazione tra un Comune capoluogo e un Comune non capoluogo. A Palermo, nel II semestre 2013, il valore medio di un’abitazione residenziale è pari a 1.414 €/mq (-2,5% rispetto al I semestre 2013); facendo riferimento allo stesso arco temporale, a Catania il valore si attesta a 1.365 €/mq (-1,7%). Messina, invece, presenta valori più discreti (1.186 €/mq) e una contrazione più contenuta (-0,6%).
 
Quanto al Comune di Termini Imerese, il valore di mercato delle abitazioni è certamente più contenuto rispetto a quello delle abitazioni che si trovano nella città di Palermo. Infatti, come riportato in tabella, il valore di un’abitazione civile situata nella zona centrale di Termini Imerese, nel II semestre 2013, va da 980 €/mq (valore minimo) a 1.450 €/mq (valore massimo). Cifre visibilmente in calo, se si considera che, nel II semestre del 2012, la stessa abitazione aveva un valore minimo di 1.050 €/mq e un valore massimo di 1.550 €/mq.

La tabella riporta anche i valori di mercato – minimi e massimi – delle abitazioni civili situate nelle zone centrali di Palermo, Catania e Messina e, a una semplice occhiata, si può subito cogliere come il trend negativo si riscontri in tutte le città.
Abbiamo infatti rivolto alcune domande ai presidenti dei Consigli notarili di queste città, allo scopo di comprendere le cause di tali contrazioni e le prospettive di un mercato immobiliare in crisi ormai da troppo tempo. Pubblichiamo le risposte che ci sono pervenute.
 
È interessante notare come tutti gli interpellati concordino nell’individuare la causa del blocco delle compravendite immobiliari nel fatto che le banche concedono sempre meno mutui. In effetti, secondo l’ultimo studio del Crif Decision Solution, in Sicilia si è registrato, nel 2013, il 6,3% in meno di mutui immobiliari rispetto al 2012. Nello specifico, a Palermo la flessione rilevata è del 5,1%, a Catania è del 2,9%, mentre a Messina è del 13,4%. Ma accanto a questa causa principale ne concorrono sicuramente altre, come l’inasprimento della pressione fiscale sulle abitazioni e il clima di sfiducia che la crisi ha contribuito a diffondere presso le famiglie italiane, le quali hanno assunto un atteggiamento di prudenza senza precedenti, soprattutto quando si tratta di affrontare una spesa non indifferente come l’acquisto di una casa.
 

 
Renato Caruso, Consiglio notarile PA: “Dopo 5 anni di flessione, la stabilizzazione dei prezzi, poi una lieve ripresa del mercato”
 
PALERMO - Riportiamo di seguito l’intervista al presidente del Consiglio notarile di Palermo, Renato Caruso.
Secondo l’ultimo rapporto Omi si registra in tutte le città della Sicilia un calo degli atti di compravendita degli immobili residenziali. A Palermo in particolare, nel 2013 c’è stato un calo del 7% rispetto al 2012. Si riscontra questo dato nell’attività degli studi notarili? Quali sono le principali ragioni che hanno portato a questa flessione a suo avviso?
“Posso senz’altro confermare a Palermo ed in Sicilia il calo da lei evidenziato. Le ragioni principali sono le seguenti: difficoltà di ottenere un mutuo, dato che le banche hanno ridotto notevolmente il numero dei mutui e il loro importo; anche nel caso di ottenimento del mutuo, poiché viene finanziato il 60% o l’80% (ma questa percentuale se accompagnata da stipula di assicurazioni integrative), vi è comunque una mancanza di liquidità per integrare la parte mancante del prezzo di vendita; clima di sfiducia del paese che trasmette nella gente un atteggiamento prudente; forte inasprimento della pressione fiscale sulle case”.

Anche il valore di mercato è in calo. La quotazione media a Palermo, per gli immobili residenziali, sempre secondo l’ultimo rapporto Omi, è di 1.414 €/mq nel secondo semestre 2013 (-2,5% rispetto al primo semestre 2013). Pensa che il numero delle compravendite continuerà a scendere e quindi anche il valore di mercato?
“Penso che i prezzi continueranno a scendere ancora, ma questo dovrebbe portare dopo 5 anni di continui cali a una stabilizzazione e successivamente ad una lieve ripresa del mercato, anche favorita da una apertura delle banche in questo ultimo periodo”.

Articolo pubblicato il 02 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus