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La Regione dei privilegi ha affamato i siciliani
di Carlo Alberto Tregua

Enormi tasse per le inefficienze

Tags: Regione Siciliana



Forse Crocetta sta rinsavendo e comincia ad indossare i panni del realismo. Dopo due anni che gli chiediamo di tagliare 350 milioni di spesa farmaci in più rispetto alla media nazionale ora, con le spalle al muro, è addivenuto alla nostra richiesta. Allora è vero che la Santa crisi fa rinsavire anche i politici più ciechi e sordi. Questo è il primo punto.
Il secondo riguarda il taglio di altri 200 milioni di euro per eliminare le sacche di inefficienza e disorganizzazione. Altri 200 milioni di tagli nella sanità per aumentare la qualità dei servizi ed evitare che i siciliani vadano a curarsi in altre regioni e 200 milioni di risparmi sull’acquisto di beni e servizi comprandoli ai prezzi più bassi del mercato nazionale. Totale un miliardo di tagli, senza diminuire di una virgola la qualità dei servizi sanitari che la Regione deve rendere ai siciliani.
Non comprendiamo perché il presidente della Regione abbia tardato tanto (oltre 15 mesi dal suo insediamento) a capire le cose che noi gli abbiamo scritto lungo tutto lo stesso periodo.

Non basta, chiediamo che egli proceda con rigore a tagliare un miliardo sui contratti di dirigenti, dipendenti e pensionati regionali riportandoli ai contratti vigenti nella regione più virtuosa d’Italia. Crocetta ha la possibilità di tagliare ancora un miliardo dalla spesa corrente degli assessorati, che ammonta a oltre tre miliardi.
Con le risorse ricavate dai tagli prima indicati (ma se ne possono fare tanti altri attaccando senza pietà le sacche di inefficienza e clientelismo) cui si aggiunga la liquidazione di tutte le partecipate regionali, si possono finanziare i fondi europei bloccati per mancanza di risorse. A cominciare dal piano per la ristrutturazione antisismica degli immobili, a quello per facilitare la linea del legno (coltura degli alberi con industria per tavolame, biomasse e cellulosa), al piano per la zootecnia, a quello per l’energia, al piano per le opere antidissesto idrogeologico del territorio e così via. I piani indicati possono attivare oltre centomila posti di lavoro.
Vi è un altro obiettivo che il presidente dovrebbe perseguire: quello di diminuire le addizionali Irap, Ires e Irpef in atto al massimo. Tali imposte asfissiano le imprese e affamano i siciliani.
 
Se il bilancio della Regione fosse più leggero, tali addizionali potrebbero essere fortemente ridotte o addirittura scomparire, dando fiato alle attività produttive ed ai consumi dei cittadini.
Vi è ancora un altro taglio che un coraggioso presidente della Regione potrebbe fare: utilizzare la legge 183/11 che consente, mediante l’art. 16, di mettere in disponibilità i dipendenti con l’80 per cento dello stipendio. La Regione ne ha diecimila su ventimila in esubero ed ha mille dirigenti in più di quelli che le servirebbero, che possono tranquillamente essere messi a riposo.
Se Crocetta avesse ancora più coraggio, potrebbe portare in Ars un ddl per imporre il piano aziendale della Regione e i piani aziendali dei Comuni, in modo da determinare l’effettivo fabbisogno di dirigenti e dipendenti, amministrazione per amministrazione, con la conseguenza che tutti quelli in esubero vengano messi in cassa integrazione, gemella di quella del settore privato, a 800 euro al mese.

Come si evince da quanto scriviamo, è arrivata la resa dei conti. Non conosciamo il nuovo assessore all’Economia, Roberto Agnello, e lo attendiamo per il rituale forum a breve. Gli consigliamo di leggere gli elenchi di disastri, Piani aziendali e Investimenti che pubblichiamo da tempo immemorabile. Ne tenga conto, se crede, perché costituiscono un viatico per una Regione che non vuole essere più madre dei privilegiati e matrigna dei siciliani, ma che vuole ritornare ad essere la nobile istituzione nata nel 1947.
Basta con la Regione dei privilegiati che ha affamato i siciliani, occorre che essa ritorni al buon senso e usi la diligenza del pater familias, in modo da premiare i meritevoli ed emarginare i parassiti.
Questa è la sintesi della nostra Campagna etica 2014, cui abbiamo chiamato a raccolta tutta la Classe dirigente siciliana, il mondo delle istituzioni, il mondo del lavoro e  quello delle professioni.
Le persone per bene sono invitate ad esprimersi ed agire con chiarezza e determinazione nell’interesse della Sicilia e dei siciliani. Oppure non sono persone per bene.

Articolo pubblicato il 03 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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