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Bambini stranieri, crisi di adozioni. In Sicilia calo del 10,8% nel 2013
di Liliana Rosano

I coniugi iniziano il percorso dopo 8-9 anni di matrimonio, la stragrande maggioranza per infertilità. Nell’Isola le coppie che hanno chiesto l’ingresso di minori sono state 108

Tags: Adozione



PALERMO - Sarà forse colpa di una burocrazia imperiale e farraginosa, attese lunghe ed estenuanti. Diversi sono i motivi che spingono le coppie ad rinunciare ad un’adozione internazionale. In Sicilia, nel 2013, il calo è stato del -10,8 per cento rispetto all’anno precedente.

Sono gli ultimi dati pubblicati dal Rapporto completo della Commissione per le adozioni internazionali, realizzato in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti, sugli arrivi di bambini adottati dall'estero nel 2013.

Nonostante sia aumentato in generale il peso delle regioni meridionali nel 2013 (da 30,3% al 31,1%), sono dodici le regioni nelle quali si è avuta una contrazione dei minori adottati con un massimo di contrazione registrato nella regione Molise -23,8% rispetto all’anno 2012 (-5 minori adottati rispetto al 2012), seguita dal Lazio -22,4% (-83 minori adottati rispetto al 2012), dall’Abruzzo -21,1% (-15 minori adottati rispetto al 2012), dalla Puglia -18,6% (-42 minori adottati rispetto al 2012), dalle Marche -15,6% (-15 minori adottati rispetto al 2012), dall’Umbria -15,2% (-7 minori adottati rispetto al 2012), dal Piemonte -13,6% (-24 minori adottati rispetto al 2012), dall’Emilia- Romagna -13,4% (-24 minori adottati rispetto al 2012), dalla Lombardia -13,3% (-74 minori adottati rispetto al 2012), dalla Sicilia -10,8% (-20 minori adottati rispetto al 2012), dalla Calabria – 8,9% (-9 minori adottati rispetto al 2012) e dal Veneto -7,7% (-20 minori adottati rispetto al 2012).

Nel Rapporto, si legge che le coppie adottive in Italia iniziano il percorso che le porterà ad avere un figlio straniero, in media, dopo circa 8-9 anni di matrimonio. Un scelta di vita che vede aumentare in modo considerevole in Italia l'arrivo di bambini dall'Africa, circa 5% in più in un anno, circa un bambino su cinque.

L’attesa per gli aspiranti genitori, di solito, dalla domanda di disponibilità all'adozione all’arrivo del bambino è di 3,3 anni (con punte massime di 5,5 per la Lituania, punte minime di 2,8 dalla Federazione Russa e dall'Ungheria). Circa tre coppie su quattro che danno un incarico ad un ente autorizzato all' adozione riescono poi a diventare genitori. è in costante aumento la percentuale di coppie che ricorrono all'adozione per motivi di sterilità: il 93,5% contro l'80,6% del 2009.

Il rapporto conferma che lo scorso anno stati adottati da italiani 2.825 minori stranieri, a fronte dei 3.106 del 2012, con un calo del 9%; le coppie coinvolte sono state 2.291, -7,2% rispetto all'anno precedente.

Nel 2013 si è rafforzato il dato sull'elevata istruzione delle coppie adottive rispetto alla popolazione generale; le madri adottive hanno poi mediamente, un titolo di studio superiore rispetto ai padri adottivi. Tra questi coniugi, il 29,8% dei mariti e il 36,2% delle mogli hanno una professione di tipo intellettuale a elevata specializzazione. In controtendenza rispetto alle altre regioni è la Campania (+24% nella richiesta di adozioni) e il Trentino Alto-Adige (+16). Continua anche a crescere l'età media dei genitori: 42,7 anni per i padri, 40,9 per le madri, contro, rispettivamente, 42,5 e 40,7 del 2012.

Oltre all' infertilità, le coppie italiane adottano per aver 'conoscenza del minore', ossia per averlo già ospitato (0,6%) e per un mero desiderio adottivo (2,4%). Dal 2000 (anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa) al 2013 sono stati adottati in Italia 42.048 minori stranieri.

Tornando alla Sicilia, nel 2013, le coppie che hanno chiesto l’ingresso di minori stranieri sono state 108 (il 4,7%) mentre al 5,9 per cento dei minori è stata rilasciata l’autorizzazione ad entrare il Sicilia ed essere adottati.

Secondo il Rapporto, nel 2013 tutti gli enti autorizzati hanno seguito le coppie italiane per l’adozione di almeno un bambino straniero, otto enti hanno seguito l’iter adottivo di oltre 100 minori per un totale di 1.247 minori autorizzati all’ingresso nel 2013 e una quota del 44,2% del totale dei minori autorizzati all’ingresso nel 2013. Gli enti autorizzati hanno sedi dislocate in quasi tutto il territorio nazionale e, alla data del 31 dicembre 2013, erano presenti sul territorio nazionale con 212 sedi operative. Il maggior numero di sedi è presente nel Lazio (32 sedi) e in Lombardia (27 sedi), segue la Toscana (19 sedi), il Piemonte (17 sedi), la Puglia (15 sedi), la Campania e la Sicilia (con 13 sedi ciascuno).

Articolo pubblicato il 06 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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