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Quotidiano di Sicilia
Impianti energetici con Rsu, il Piano regionale li prevede
di Rosario Battiato

Timide aperture a un modello che utilizzi il Combustibile solido secondario sono inserite nella sintesi del documento pubblicato dal dipartimento. Per lanciare il nuovo sistema decisivo l’apporto della raccolta differenziata che dovrà raggiungere quota 65% nel breve periodo

Tags: Rifiuti, Rsu



PALERMO – Lo scorso 2 maggio, sul sito del dipartimento Acque e rifiuti è comparso l'aggiornamento della documentazione relativa al Piano rifiuti della Regione siciliana, approvato con decreto dal ministero dell'Ambiente l'11 luglio del 2012 e in attesa della valutazione ambientale strategica. Tra i nuovi documenti c'è anche la sintesi del rapporto ambientale a supporto della Vas che enuncia alcuni provvedimenti che la Regione vorrebbe intraprendere per assestare un cambio concreto alla gestione dei rifiuti dell'Isola. Timide aperture per la valorizzazione energetica.

Il percorso redatto dai tecnici per liberare la Regione dal dramma rifiuti si distribuisce in tre fasi: emergenziale, transitoria e a regime. Nel primo caso si prevede l'utilizzazione del Css (Combustibile solido secondario) in eventuali impianti dedicati. In questa fase di prevede la “ricognizione puntuale delle autorizzazioni concesse o in fase di concessione per impianti di valorizzazione energetica del Css e definizione dei termini temporali per la messa in esercizio di tali impianti”, da completare entro 3 mesi, l'avvio “delle procedure di individuazione delle aree idonee alla realizzazione di eventuali impianti di valorizzazione energetica” e “delle richieste pubbliche di manifestazione di interesse per la realizzazione di tali impianti”, entro sei mesi, e quindi la “definizione delle procedure di gara ed avvio dei relativi bandi”.

La fase transitoria “prevede un monitoraggio continuo finalizzato all’aggiornamento delle infrastrutture realizzate e/o in corso di realizzazione e dell’evoluzione delle attività di raccolta differenziata”. E in questa direzione bisogna proseguire anche nella realizzazione, già avviata nella fase precedente, degli impianti di pre-selezione, biostabilizzazione e valorizzazione energetica per il circuito del Rur e delle piattaforme di selezione del secco e degli impianti di compostaggio per il circuito della raccolta differenziata.

La fase a regime prevede la prosecuzione del monitoraggio finalizzato all’aggiornamento delle infrastrutture realizzate e/o in corso di realizzazione e dell’evoluzione delle attività di raccolta differenziata. Proprio quest'ultima sarà determinante: “Nell’ipotesi di attuazione di un sistema di gestione integrato per l’intero territorio siciliano con particolare riferimento alla presenza di impianti interprovinciali per la valorizzazione energetica delle frazioni di rifiuto combustibili (Css), risulta necessaria una potenzialità di trattamento pari a circa 1.100 t/g per un livello di rd del 65%”.

Dalla Regione, ne avevamo parlato anche con l'ex assessore Marino, nessuno ha mai approvato o negato la possibilità di un sistema di valorizzazione energetica del rifiuto, forse per timore del clamore mediatico che ne sarebbe conseguito secondo la logica semplicistica e fuorviante che equipara i vecchi termovalorizzatori ai moderni impianti di valorizzazione. In questa direzione si muove anche la sintesi del Piano che più che offrire soluzioni tecniche propone operazioni di buon senso come la verifica “della sostenibilità economica e la fattibilità tecnica dell’utilizzo della frazione secca non recuperabile per la produzione di Css da utilizzare, anche sulla base di specifiche indicazioni di qualità, in cementifici e centrali esistenti verificando sul mercato soluzioni tecnicamente avanzate, ambientalmente compatibili ed economicamente sostenibili per l’utilizzo del CSS in impianti dedicati di valorizzazione energetica”.

Articolo pubblicato il 07 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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