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A Renzi interessa Berlusconi secondo
di Carlo Alberto Tregua

Con Grillo in bilico l’Italicum

Tags: Matteo Renzi, Berlusconi, Beppe Grillo, Italicum



Il Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi sarà rispettato sicuramente se quest’ultimo prenderà più voti del Comico genovese. In caso contrario il patto salterà e ve ne spieghiamo le ragioni.
L’ex Cavaliere manterrà fede al proprio impegno soltanto se avrà la possibilità, nel prossimo turno delle elezioni nazionali, di arrivare secondo e, quindi, in base all’Italicum, andare al ballottaggio contro il Pd, sempre che questi non superi la soglia del 37%.
Ove, invece, fosse superato da Grillo e non avesse alcuna probabilità di andare al ballottaggio, a Berlusconi converrebbe che si votasse con l’attuale Porcellum, modificato dalla Corte costituzionale, cioè con il proporzionale puro. In questo modo, essendo molto improbabile un accordo fra Pd e M5s, Berlusconi manterrebbe un ruolo importante.

Vi sono altre variabili in questo scenario, in cui Forza Italia potrebbe non solo non superare il 20% alle Europee, ma scendere al 15 e forse anche meno.
Se questo evento si verificasse, inizierebbe l’esodo di tanti forzisti che, come i topi, abbandonerebbero la nave che affonda. Non si può prevedere fin da oggi verso quali lidi tenterebbero di andare i topi (pardon, i forzisti), se verso il Ncd di Alfano o addirittura verso il Pd.
Più che previsioni, queste sono congetture, ma vanno fatte per orientare gli elettori, sottoporre al loro ragionamento fatti e relative proiezioni, far capire quanto sia importante il singolo voto, associato a quelli di parenti e conoscenti.
Per queste Europee non bisogna votare secondo simpatia o convenienza personale, ma con la consapevolezza del dovere di ogni cittadino di far pesare il proprio voto per il futuro dei giovani e del Paese.
Anche perché, come prima si scriveva, dall’esito di queste elezioni dipende la durata della legislatura (se si voterà in ottobre 2014 o in aprile 2015) oppure nel 2018.
Certo, vediamo Berlusconi un po’ fiacco, che tenta di comunicare argomenti vetusti in un armamentario non certo nuovo. Ed è proprio la mancanza d’innovazione e di progettualità la lacuna più grossa della sua campagna elettorale.
 
Grillo e l’ex Cavaliere, in fondo, seguono la stessa linea: protesta, protesta, protesta, senza progetti, senza programmi.
Uscire dall’Euro non si può, imporre all’Europa una linea anti rigore non si può, ignorare l’incapacità dell’Italia nell’utilizzare al 100% i finanziamenti europei è una iattura: tutti argomenti inutili al futuro degli italiani. Senza progettualità, senza piani seri e concreti il debito continuerà a crescere, il Pil resterà bloccato, la disoccupazione si manterrà a questi disastrosi livelli.
In questo quadro, l’attuale compagine governativa, se si muoverà in modo tatticamente elastico, potrà realizzare gli obiettivi fondamentali enunciati da Renzi nella prima conferenza stampa, per intenderci quella con le slide. Importante, fra i punti programmatici, è la riforma del Senato, ma anche l’approvazione dell’Italicum da parte della Camera alta.

Lotta violenta contro la burocrazia, disse Renzi. Non vorremmo che fosse uno slogan. Essa è una malapianta che alligna nel tessuto sociale, impedisce qualunque innovazione e ostacola qualunque semplificazione. I mandarini, come quelli cinesi o come i sacerdoti egizi, pur di mantenere il loro potere vessano i cittadini, sui quali scaricano soverchierie di ogni genere.
La burocrazia fa più danni della criminalità organizzata, ormai è assodato. Però non bisogna sparare nel mucchio, perché fra dirigenti e dipendenti vi è una grandissima parte di persone perbene, di alta professionalità e consapevole di essere al servizio dei cittadini.
Occorre che il ceto politico li valorizzi, li metta nei posti di responsabilità, isolando nel contempo tutti gli altri non degni di percepire uno stipendio pagato, lo ricordiamo ancora, dai cittadini.
Dovrebbero ricordarsi sempre che essere dipendenti pubblici equivale a essere dipendenti degli italiani, che li hanno delegati a produrre servizi.
Non sembri fumoso il collegamento fra le prossime elezioni europee e il futuro dell’Italia. Esso si evidenzia in un processo logico che non lascia spazio a comportamenti colpevoli e omissivi.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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