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Renzi: "Non un governo con Berlusconi ma un accordo per fare le riforme"
di Redazione

Il premier intervistato da Time: “La Pa è troppo complicata”

Tags: Matteo Renzi, Berlusconi



ROMA - “Non sto costruendo un governo con Silvio Berlusconi, non sto facendo accordi segreti con lui. Con lui voglio fare un accordo” sulle riforme, “perché le regole del gioco non dovrebbero essere scritte da soli” ma “insieme” agli altri partiti. Matteo Renzi, intervistato da Time, così risponde alle critiche per l'intesa con il leader di Forza Italia. “Sono assolutamente convinto che questa legislatura, per mille ragioni, durerà fino al 2018, fino alla naturale scadenza del termine”, sottolinea il premier . Nei sei mesi del semestre di presidenza europea “è necessario dimostrare che l'Europa è la soluzione dei problemi, non la causa”, dice il premier al settimanale sottolineando come il semestre di presidenza sarà una “grande occasione per cambiare l'approccio dell'Italia verso l'Europa. Cinque anni fa il 54% degli italiani approvava l'Ue. Oggi è il 28%”. Ma, rimarca il premier, “se non avessimo l'Europa per noi sarebbe peggio. Non avremmo la stabilità finanziaria e monetaria”.

“L'Italia non sarà mai un Paese normale. L'Italia è l'Italia. Se fossimo un Paese normale non avremmo Roma, Firenze o quella meraviglia di Venezia”. Per Renzi “nel Dna degli italiani c'è un pizzico di follia che nella stragrande maggioranza dei casi è positiva. È genio e talento”, aggiunge il capo del governo nel corso dell'intervista, intitolata, appunto, “Renzi, l'Italia non sarà mai un Paese normale”.

Gli chiedono: che cosa va male in Italia? “La Pa troppo complicata. E la sua politica, ci sono troppi politici”. Un accenno al passato: “Il passato - spiega - è la nostra forza ma rischia di essere la nostra rovina se camminiamo con lo sguardo rivolto all'indietro. Non è sensato che salvare una banca” riguardi “l'Europa ma salvare una barca nel Mediterraneo riguardi solo l'Italia. Che il fondo di salvataggio” riguardi “l'Europa...ma salvare migranti spetti a noi”.

“Penso che l'Europa debba essere restituita alla gente, alla famiglie” mentre oggi l'Ue è “fin troppo nelle mani di tecnici e funzionari, dei burocrati”, evidenzia ancora il premier. “La sinistra è uguaglianza. Ma non come pensa parte dei sindacati italiani, nel senso che ognuno deve arrivare allo stesso punto. No. Tutti devono poter partire dallo stesso punto. E poi se sei meglio, vai. Per me la sinistra è coraggio, rischio”.

Articolo pubblicato il 09 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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