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Comune: iniziativa coperta dal decreto della Regione
di Melania Tanteri

Le norme: il piano di risanamento valido finché eseguito completamente. Il Dpr 47/1973: previsioni urbanistiche ancora vigenti



CATANIA - I profili di illegittimità sollevati dal gruppo consiliare de La Destra, secondo l’amministrazione comunale, non sarebbero tali, dal momento che, a copertura di tutta l’operazione ci sarebbe, invece, il Decreto del Presidente della Regione Siciliana, del 1 marzo 1973 numero 47/A, in attuazione dell’art.17 della L. 17/08/1942 n. 1150. Nel verbale conclusivo delle riunioni tenutesi presso l’Ufficio Speciale istituito dal Comune di Catania per il completamento del Piano di Risanamento del Rione San Berillo, del febbraio 2008, in quello integrativo del maggio 2008, poi ripreso nell’accordo quadro, si legge che “le previsioni di natura urbanistica, contenute nel Decreto del Presidente della Regione Siciliana dell’1 marzo 1973 numero 47/A, sono tuttora vigenti ed attuabili” e che “tali previsioni, consentono di individuare e definire i parametri urbanistici fondamentali”.
All’interno dello stesso documento, inoltre, viene specificato che “quanto alla attuale vigenza delle previsioni urbanistiche contenute nel Decreto, si osserva che esse permangono come attuali e vigenti sino a quando il Piano di risanamento non sia compiutamente eseguito, operando la decadenza decennale solamente in relazione ai vincoli preordinati all’esproprio […]Il Comprensorio di completamento non può pertanto assolutamente ritenersi “Zona bianca”, essendo al contrario “normata” in atto, dalle previsioni del Decreto”.

Per quanto riguarda poi le cubature, sebbene nell’Accordo-quadro siano indicate al lordo dei sedimi stradali, (“quanto alla densità di 5 metri cubi per metro quadro, indicata nel Decreto 47A/ 1973 come fondiaria, tale densità và riferita alla superficie dell’intero Comprensorio e non alla superficie dello stesso al netto delle strade o spazi pubblici”) è stato Stancanelli stesso, in un articolo apparso sulla stampa, ad assicurare che “il rettilineo di Corso dei Martiri non scomparirà, né il suo sedime sarà utilizzato come area edificabile. I volumi, dunque, si ridurranno”.

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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