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Le proprietà dell’arancia, utile anche contro l’invecchiamento
di Andrea Carlino

Dalla polpa alla buccia: ricca di vitamine (C, B e P), sali minerali e con scarso contenuto di zuccheri. Ma i consumatori sono costretti a pagare una spremuta anche più di 3 euro

Tags: Arancia, Vitamine



CATANIA - Con il suo colore l’arancia porta un po’ di sole e di allegria sulle nostre tavole. Si tratta dell'agrume più diffusamente coltivato al mondo: drenanti, depurative e antinfiammatorie, le arance saziano, appiattiscono la pancia e ti aiutano a controllare la fame.

L'80-90% della loro consistenza infatti è fornita dall'acqua, cui poi si aggiungono fruttosio, una buona percentuale di sali minerali e di vitamine (a cominciare dalla C, ma anche del gruppo B e P), molti acidi organici (tra i quali l'acido citrico) e fibre. Inoltre le arance contengono sali minerali (nello specifico zolfo, magnesio, calcio, bromo, zinco, rame, ferro e fosforo) ed acido citrico. Sostanze come i flavonoidi e i terpeni contenute nel frutto possiedono elevate proprietà terapeutiche ed anticancerogene. La piccola quantità di zuccheri contenuta dal frutto rende inoltre il suo consumo alla portata anche di coloro che soffrono di diabete.

Persino la buccia ha la sua valenza: utilizzata per crearne canditi per l’industria dolciaria ma non solo, nella sua parte interna ospita la cosiddetta fibra, una parte molto importante per la nostra salute. La spremuta d’arancia è tra i migliori alleati della nostra salute, perchè non soltanto fornisce un elevato apporto di vitamina C e sali minerali, ma può essere piacevolmente gustata come bevanda, zuccherando a piacere o allungando il tutto con dell’acqua. Dall’arancia possiamo anche ricavare decotti digestivi utilizzando la scorza, o utilizzarne la polpa sul viso contro l’invecchiamento.

In Italia (dove la coltura è praticata soprattutto in Sicilia, Calabria, Campania) la produzione è pari a circa un 3% di quella mondiale. Esistono diversi tipi di arance: arancio amaro e arancio dolce: quello amaro è originario della Cina, la polpa del suo frutto è acida, amarognola e ricca di semi e la buccia è di colore arancio e abbastanza sottile: viene utilizzato dall'industria alimentare per la pasticceria o per la produzione di liquori come ad esempio il “Curaçao”, quello dolce è originario del Vietnam, India e Cina Meridionale, ed è l'agrume più coltivato nel mondo. In base al colore della polpa si distinguono varietà bionde e sanguigne.

Le arance hanno un calendario di maturazione molto lungo che si estende da novembre a maggio e in pratica sono presenti sul mercato durante tutto l'anno.
 
Tra le arance bionde la più diffusa è il Valencia, un'arancia che si presta ad essere frigoconservato per tempi abbastanza lunghi. La polpa colore arancio-biondo è molto succosa e priva di semi. Famose anche le Ovale, presenti soprattutto nei territori della provincia di Siracusa. Le arance rosse sono quelle con polpa pigmentata color rosso: troviamo il Tarocco, il Moro e il Sanguinello.
 
Le più famose sono le arance tarocco: sferiche con polpa striata di rosso e prive di semi
maturano ai primi di Dicembre (in alcune zone anche a fine Novembre). E' un'arancia tipica da tavola, buona da mangiare e facile da sbucciare. La buccia ha spessore medio e colore molto tenue. Si fa un ampio utilizzo dell’arancia nell’industria dolciaria sottoforma di canditi o gelatine, ma rientra anche tra i gusti standard di caramelle e dolciumi, sorbetti o glasse. Inoltre è anche la protagonista di cocktail ed aperitivi, e non soltanto sottoforma di fettina decorativa.
 


Mercato interno in calo a causa della concorrenza estera
 
Nel 2013 la Sicilia ha prodotto e raccolto oltre un milione di tonnellate di arance, un risultato di tutto rispetto se si pensa che la produzione nell’intera penisola è stata pari a un milione e settecentomila tonnellate. La metà delle arance raccolte viene acquistata dai consumatori, circa un quarto finisce alle imprese che producono dolci, marmellate e succhi, mentre solo il 5 per cento delle arance viene esportata e un consistente 20% viene perso. Inoltre, importiamo il 7% della produzione. Se da un lato gli agrumicoltori non riescono a vendere le proprie arance ed il prezzo si aggira fra 7 e 10 centesimi al chilo per i commercianti,, dall'altro, come sempre, avviene che la "moltiplicazione" dei prezzi fa sì che le arance arrivino, poi, la consumatore alla folle cifra di 3,20 euro al chilo. Dunque il mercato interno agrumicolo è in calo. Tanti i motivi: dalla concorrenza con analoghe produzioni dei paesi del Bacino del Mediterraneo, al clima che ha determinato una concentrazione dell'offerta nel periodo di gennaio/febbraio, dato che la maturazione si è avuta a fine dicembre fino all’ ultimo, ma non meno decisivo fattore, quello determinato dalla diffusione del CTV-Citrus Tristeza Virus, con impatti negativi sulla qualità e la resa delle produzioni. di frutta.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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