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Quotidiano di Sicilia

Una nuova commissione d’indagine per far luce sugli sprechi della Formazione
di Michele Giuliano

L’Assemblea regionale siciliana approva in aula la mozione che istituisce un organismo di controllo del settore. Un analogo organo d’inchiesta nel 2012 aveva scoperto una serie infinita di nefandezze

Tags: Formazione, Regione Siciliana, Lavoro



PALERMO - Sì ad una nuova commissione d’indagine, no a nuovo piano formativo e al Fondo di garanzia. L’Ars si è mossa in questa direzione esaminando alcune delle emergenze del mondo della formazione professionale siciliana approdata in aula sotto forma di mozione. L’unico ok dal parlamento regionale è arrivato per la commissione d’inchiesta che nasce due anni dopo quella che nel 2012 portò a scoperchiare una serie di nefandezze e sprechi infiniti del settore. Questo organismo oggi invece avrà compiti un po’ più specifici.

La mozione approvata si pone l’obiettivo di fare il punto sui risultati derivanti dai dispositivi di programmazione e amministrativi relativi all’Istruzione e Formazione Professionale (IeFp ex Oif), dagli Avvisi 19 e 20 del 2011, fino al cosiddetto ‘Piano Giovani’. Si farà anche luce sull’attività del dipartimento regionale Lavoro, Impiego, orientamento, Servizi e Attività formative, con riferimento agli Avvisi 1 e 2 del 2010 ed alla programmazione delle attività realizzate attraverso l’affidamento in house providing al Ciapi di Priolo.

Secondo quanto previsto dalla stessa mozione, la commissione dovrà assumere tutti gli elementi utili a verificare “l’efficacia, l’efficienza e il buon andamento dell’azione amministrativa con particolare riferimento alla continuità nella erogazione del servizio pubblico, alla garanzia di cui all’articolo 2 della legge regionale numero 25 del primo settembre 1993 e successive modifiche ed integrazioni”. Ma anche approfondire altre questioni come l’ammontare e la legittimità delle compensazioni operate a valere dei progetti comunitari affidati nell’ambito dell’Avviso 20 del 2011 per il recupero di precedenti integrazioni.

“Siamo stati fra quanti hanno caldeggiato l’istituzione della commissione parlamentare di indagine e di studio sulla Formazione e ora accogliamo con soddisfazione questo organo che è destinato ad aprire uno squarcio sui pesanti teloni che, storicamente, hanno coperto questo settore” dice il capogruppo del Nuovo centrodestra, Nino D’Asero. “Era un atto dovuto – aggiunge D’Asero - perché la politica deve riappropriarsi della proposta: quando entra in campo la magistratura è già troppo tardi. Non si deve perdere la continuità nell’erogazione del servizio pubblico, né tradire le aspettative di chi ha dovuto affidare il proprio futuro a questo campo, che di suo sarebbe virtuoso. E, a proposito di futuro, ricordiamo che la formazione professionale è destinata alla creazione di nuovi posti di lavoro qualificato per i nostri giovani accanto a nuovi sbocchi di mercato”.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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