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Caltanissetta - Agroverde a Gela, tra garanzie e critiche
di Liliana Blanco

C’è però ancora qualche riserva su come liquidare le somme in denaro ai titolari dei lotti e alle imprese. Entro il 30 giugno si prevedono i pagamenti ai proprietari dei terreni espropriati

Tags: Gela, Agroverde, Stefano Italiano



GELA (CL) - Nel corso di una conferenza dei capigruppo consiliari che si è tenuta al Palazzo di città, il presidente della cooperativa Agroverde, Stefano Italiano, ha assicurato date certe e modalità di pagamento in favore dei cittadini che hanno subito l’esproprio. Un primo acconto del 20% sarà pagato entro la settimana prossima. Inoltre entro il 30 maggio saranno definiti i termini per pagare le imprese.

I pagamenti verranno estinti entro il 30 giugno in favore dei proprietari dei terreni espropriati. Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Fava ha esternato il suo apprezzamento sull’accordo raggiunto col presidente Italiano, sottolineando che resta sempre alta l’attenzione sull’iter.

Qualche riserva resta in piedi: riguarda il fatto che non si conoscono ancora i nuovi investitori che avrebbero dovuto essere presentati, pena la revoca del progetto e che invece restano ancora un miraggio. Altri consiglieri hanno mostrato titubanze sulla concreta possibilità di poter pagare sia i proprietari dei lotti, sia le imprese che hanno effettuato i primi lavori di sbancamento della zona: qualcuno potrebbe restare a bocca asciutta. Altri hanno sottolineato l’opportunità di accelerare i tempi per evitare di arrivare a fine consiliatura con questa questione ancora pendente.

Certo le notizie che vengono pubblicate non incoraggiano gli eventuali investitori a interessarsi al territorio. Il cantiere dell’Agroverde è stato inaugurato l’anno scorso a giugno dallo stato maggiore della Regione con a capo il presidente: la Sicilia si prepara a ospitare a Gela il più grande impianto fotovoltaico su serra di tutta l’Europa.
 
Il progetto “ciliegino” in serra a mezzo pannelli fotovoltaici avrebbe dovuto sorgere a pochi km da Gela – a circa 7 km, in contrada Zai - su una superficie pari a 230 ettari. Sarebbe stato composto da 233 mila pannelli fotovoltaici, che avrebbero permesso la produzione di 80 Mw di energia. Il progetto prevedeva un finanziamento ingente, 300 milioni di euro, e alle spalle figuravano vari soggetti: si è parlato della Radiomarelli che poi ha dato forfait mentre la restante doveva essere coperta grazie al Cipe. Sono iniziati i lavori sull’area ma le ditte che li hanno eseguiti non hanno avuto quanto era loro dovuto per mancanza di fondi. E tutto si è bloccato. Poi hanno cominciato a chiedere il denaro i proprietari dei lotti espropriati per assicurare l’area perché non c’erano i soldi neppure per quello e la fidejussione non era stata approntata. Insomma una megafesta per festeggiare il niente.
 


Le polemiche. Lucio Greco (Ncd): “Il timore è di vedere il fallimento di attività e commercianti”
GELA (CL) - “Il tempo è scaduto e siamo in assoluta mancanza di manifestazioni di interesse concreto da parte di nuovi investitori e in totale assenza di prospettive – dice il rappresentante gelese del Nuovo centro destra, Lucio Greco - Un nuovo nulla di fatto. Non è dando ancora tempo ad Agroverde, né procrastinando decisioni che invece andrebbero prese in tempi molto ristretti, che si tutelano gli interessi dei lavoratori, dei fornitori, delle imprese, dei commercianti e dei proprietari dei terreni espropriati. L’economia della città ha già pagato un prezzo altissimo ed è duramente colpita dagli effetti negativi di questa grave vicenda. Il cantiere è fermo da oltre sette mesi e il timore maggiore è quello di vedere il fallimento di imprese e commercianti locali e i proprietari dei terreni espropriati non indennizzati, a causa di questo ‘grande bluff’ del polo fotovoltaico, oltre l’incapacità e l’immobilismo dei politici e degli amministratori locali”.

Articolo pubblicato il 13 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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