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Messina - “Precarietà e assoluta sciatteria” nella gestione dei conti comunali
di Francesco Torre

A farne le spese potrebbe essere innanzitutto l’integrazione oraria per i precari dell’Ente. Consuntivo 2012, la dura condanna della Corte dei Conti e le correzioni urgenti

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Messina - “Abbiamo fatto tutto il possibile ma la nostra impostazione evidentemente non è piaciuta”. Atteggiamento nuovo e apprezzabile la presa di responsabilità del Segretario Generale del Comune Antonio Le Donne di fronte all’ennesima bordata della Corte dei Conti, stavolta contro il bilancio 2012. Un’autocritica che probabilmente va anche al di là delle reali colpe dell’attuale amministrazione, dato che i rilievi mossi dai magistrati contabili riguardano un periodo afferente per 8 mesi alla sindacatura Buzzanca e per 4 al commissariamento Croce, e che le critiche mosse sembrano essere state espresse più che altro per fornire un assist ai giudici della Procura di Messina, che quasi contestualmente alla nota della Corte hanno inviato 18 avvisi di proroga delle indagini in relazione all’inchiesta sul “buco” di Palazzo Zanca.

Fatto sta, però, che anche se i “gravissimi squilibri economico-finanziari”, la “violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria” e la “condizione patologica di precarietà e di assoluta sciatteria che ha reso nulla la governance dell’ente” non sono imputabili ad Accorinti e i suoi, pure la mannaia dei magistrati Maurizio Graffeo e Gioacchino Alessandro ricadrà inesorabilmente sull’attuale Giunta, alla quale si impone di provvedere “alla sospensione dei programmi di spesa non obbligatori ed indispensabili fino alla concorrenza pari al disavanzo accertato al 31 dicembre 2012 (2,5 mln €, nda)” e che vedrà preclusa “l’assunzione di impegni ed il pagamento di spese per servizi diversi da quelli dovuti per legge”.

Le motivazioni addotte dai giudici della Corte dei Conti per giustificare una condanna così netta, ma del tutto in linea con i pareri espressi per i bilanci comunali degli anni precedenti, li potrete leggere nel box qui a fianco.

Quel che realmente però importa accertare, oggi, è in che modo questo parere influirà sull’attuale governance del Comune, sia dal punto di vista prettamente finanziario (c’è un piano di riequilibrio pluriennale da presentare per evitare la conclamazione del dissesto), sia sul piano operativo, nella gestione quotidiana del palazzo. Il primo banco di prova, in questo senso, è certamente la partita legata all’integrazione oraria dei precari comunali. Le Donne aveva nei giorni scorsi garantito che nella seconda metà di maggio, per 15 giorni, 300 lavoratori sarebbero passati da 18 a 35 ore. Questa promessa vale ancora? A sentire i commenti di Le Donne, sembrerebbe di no. “Nel momento in cui la Corte dei Conti esprime un certo parere per noi i margini di movimento si riducono drasticamente”, ha infatti affermato il Segretario. È il preludio ad un’azione di ultra-rigore che porterà la Giunta ad azzerare ogni impegno di spesa non dovuto per legge? Perché se così fosse, il sindaco avrebbe il dovere istituzionale di tirar fuori la testa dalla sabbia e parlare chiaro a tutti i cittadini.


Buco di 362 mln €. Saldo negativo e debiti fuori bilancio

Messina - Le rassicurazioni della nuova Giunta in merito alle azioni intraprese e da intraprendere per rimettere in sesto i conti di Palazzo Zanca non sono bastate. Per la Corte dei Conti, il giudizio sul Comune continua ad essere totalmente negativo. D’altra parte, i numeri del 2012 parlano molto chiaramente: 6,5 mln di euro di sforamento del patto di stabilità; spese correnti che superano di 4,7 mln le entrate correnti; saldo negativo di cassa per 172 mln; anticipazioni di tesoreria per 162 mln; disavanzo di amministrazione di 2,5 mln; residui attivi presenti dal 2008 e mai riaccertati; debiti fuori bilancio per 190 mln (di cui meno di 2 riconosciuti). E poi le aggravanti “gestionali”, con i ritardi nell’approvazione dei documenti contabili, l’incapacità di riscuotere i tributi e soprattutto il mancato allineamento con la contabilità degli organismi partecipati. Tutte “criticità” che, per i giudici della Corte, “hanno ormai assunto il carattere di cronicità”. Ora Giunta e Consiglio hanno 60 giorni per inviare alla Corte le misure correttive imposte dalla delibera.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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