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Catania - Case popolari, bomba a orologeria: 60% di morosi e alloggi degradati
di Melania Tanteri

Una situazione esplosiva per la quale è stato chiesto un Consiglio comunale straordinario. In lista d’attesa 15 mila famiglie. Gli sfratti sono 2.000, manutenzioni senza fondi

Tags: Catania, Nicol├▓ Notarbartolo



CATANIA - Una situazione grave che, presto, potrebbe diventare esplosiva. L'emergenza abitativa a Catania è al centro dell'attenzione da parte di alcuni esponenti del Consiglio comunale che, nel corso dell'ultima seduta, hanno puntato i riflettori su un fenomeno sempre più allarmante. In particolare, è stato il consigliere del Partito democratico, Nicolò Notarbartolo a illustrare una interpellanza urgente al sindaco Enzo Bianco che mette in evidenza i problemi derivati dall'aumento esponenziale degli sfratti per morosità.
 
“Di contro - sottolinea il consigliere - ad oggi non c'è nemmeno un alloggio di edilizia popolare disponibile”. Nel documento illustrato all'aula, e firmato anche dai consiglieri Ersilia Saverino (Megafono), Sebastiano Arcidiacono e Giuseppe Catalano (Articolo 4), gli abusivi sarebbero il 60 per cento degli inquilini che alloggiano in strutture convenzionate, circa 2400 immobili comunali.

“Gli alloggi popolari sono pochi, degradati e per oltre la metà abitati da inquilini abusivi - afferma ancora l'esponente del Pd – e, nei fatti, il patrimonio di edilizia popolare pubblica non rappresenta una risposta al disagio abitativo non essendoci alcun appartamento disponibile per l’assegnazione”.

E i dati sembrerebbero dare ragione ai consiglieri: “Nel primo semestre del 2013 gli sfratti erano ben il 62 per cento di quelli emessi durante l’intero anno 2012. Numeri di gran lunga superiori ad altre realtà meridionali - scrivono i consiglieri comunali - che collocano la nostra città ai vertici di una immaginaria e poco auspicabile classifica dell’emergenza abitativa”.

A soffrire maggiormente sarebbero i pensionati con reddito inferiore ai mille euro che, come si sottolinea nell'interpellanza, “secondo una recente inchiesta dell'Ires Cgil, sono costretti a destinare il 40 per cento del loro reddito per sostenere i costi della casa”. Case spesso malandate e comunque non in regola (nell'80 per cento dei casi) con le normative antisismiche, per cui non vi sarebbe alcuna risorsa.

“Il patrimonio immobiliare comunale di edilizia residenziale pubblica è fortemente degradato – sottolinea infatti Notarbartolo, che è anche presidente della commissione consiliare Lavori Pubblici di Palazzo degli Elefanti. Preoccupa poi che i fondi regionali usati dal Comune per gli interventi di manutenzione – prosegue - che risalgono al 2010, siano vicini all'esaurimento. Nonostante ciò non è stato previsto in bilancio alcun finanziamento ulteriore”. Chiedono politiche abitative che possano soddisfare il fabbisogno abitativo ma anche quello manutentivo del patrimonio di edilizia residenziale pubblica ed evitare le gravi conseguenze sociali ed economiche che potrebbero derivare da un mancato intervento.

“Non si può parlare più nemmeno di emergenza - aggiunge il consigliere Giuseppe Musumeci - i numeri sono diventati impressionanti: sono circa 15 mila le famiglie che sono in attesa di alloggi popolari e circa 2 mila quelle sfrattate per morosità. Numeri - prosegue - destinati ad aumentare nel tempo. Nel 2013 era stato organizzato un tavolo tecnico sull'argomento, ma poi non si è saputo più nulla”. Per questo chiede un Consiglio comunale straordinario, “per affrontare pubblicamente - conclude - quella che sembra somigliare sempre più a una bomba a orologeria”.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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