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Consorzi di bonifica, spreco da 53 mln
di Michele Giuliano e Giovanna Naccari

In attesa della riforma, 11 bracci operativi e 2.192 dipendenti per irrigare solo un terzo del territorio agricolo. Il 42% dell’acqua si disperde a causa delle rotture della rete di distribuzione

Tags: Consorzio Di Bonifica



Cambiare marcia è l’imperativo. Perché quella ingranata sino ad oggi non è certamente da Formula uno in tema di Consorzi di bonifica in Sicilia, e forse neanche da go kart, sgangherato, di terza categoria. Queste strutture anno dopo anno si confermano un insopportabile peso, ancor di più oggi che si parla di spending review.
I Consorzi di bonifica sono l’esatta antitesi del risparmio: vere e proprie montagne che partoriscono topolini. La realtà di oggi è a dir poco preoccupante: 2.192 lavoratori, 53 milioni di euro all’anno per pagare i loro stipendi e garantire i costi fissi per il funzionamento dei vari uffici e soltanto un terzo del territorio effettivamente irrigato mentre il resto delle campagne resta assetato. Numeri che danno l’idea di come questo apparato-carrozzone, distribuito nelle province su 11 Consorzi, sia diventato oggi più che mai insostenibile.

Articolo pubblicato il 15 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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