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Catania - Disoccupazione giovanile al 40% e milioni di euro Ue "nel cestino"
di Michele Milazzo

La denuncia dei sindacalisti Cisl. Regione in ritardo su bandi e formazione, appello alle imprese. Drammatica la situazione etnea, mentre i programmi comunitari finiscono snobbati

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Unione Europea



Catania - La disoccupazione giovanile è tra i livelli più alti delle province italiane. La Regione Siciliana tarda a deliberare il programma del piano europeo “Garanzia Giovani”. Lo denunciano Rosaria Rotolo, segretaria generale, e Saro Pappalardo, segretario territoriale della Cisl etnea. I due dirigenti sindacali partono dall'analisi degli ultimi dati pubblicati dall’Istat.

“Nella fascia di età 15-29 anni nella provincia di Catania – affermano – si registra un tasso di disoccupazione pari al 40%”. A soffrire sull’occupazione e formazione giovanile è tutta la regione. “In Sicilia – dicono Rotolo e Pappalardo – la percentuale di Neet, cioè di quei giovani che non lavorano e non sono impegnati con gli studi o con programmi formativi, è pari al 39,7%, di cui il 38,5% maschi e il 40,9% donne. Il dato è preoccupante anche in tutta Italia, dove i Neet sono al 26%”. I due segretari della Cisl etnea si appellano a istituzioni e imprese.
 
“Nell'analisi dei dati siciliani, però, e in particolare alla provincia etnea, emerge tutta la drammaticità della condizione in cui versano i giovani e le forti preoccupazioni espresse anche nel recente passato dalla Cisl. Preoccupazioni che vogliono essere un appello forte a istituzioni e imprese affinché si ricerchino tutte le strade possibili per dare ai giovani catanesi, e siciliani, una prospettiva occupazionale e, quindi, una speranza concreta per un futuro migliore”.
 
Un condizione allarmante è quella dei giovani ancora in età scolastica. “A Catania – ricordano Rotolo e Pappalardo – a più riprese, la Cisl ha denunciato la grave situazione non solo occupazionale ma anche formativa e di istruzione dei giovani dai 15 ai 29 anni. A tale contesto va poi aggiunta l’impossibilità di molti in età di obbligo scolastico (le cifre dicono almeno 2000) di proseguire il percorso dell’obbligo istruttivo-formativo, per i colpevoli ritardi della Regione sulla formazione professionale”.
Ritardi che la Regione accumula anche per uno dei progetti, peraltro con l’utilizzo di fondi della Comunità Europea, a favore dei giovani: “Garanzia Giovani”, un’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile del Fondo sociale europeo e del ministero delle Lavoro e delle Politiche giovanili

“Il Programma nazionale – ripetono Rotolo e Pappalardo – è finanziato, nel biennio 2014-2015, con 1,5 miliardi. Alla Sicilia sono stati assegnati 178,832 milioni di €, che impegnerebbero i giovani siciliani, presso le aziende siciliane, con contratti semestrali da 500 € al mese e, soprattutto, a costo zero per le imprese

“Purtroppo, i tempi disponibili prima del formale avvio del programma – lamentano i due dirigenti – sono limitati in quanto il Governo nazionale ha indicato il mese di maggio come momento per avviare i servizi previsti dal Piano. Entro il mese di aprile, le Regioni però avrebbero dovuto deliberare il programma e sottoscrivere con il Ministero la convenzione. E qui entra in gioco il ruolo della politica. La Regione Siciliana non ha ancora deliberato alcun programma, ma occorre fare presto per liberare risorse e dare opportunità ai giovani e alle imprese catanesi”.

L’appello riguarda anche il fronte comune sinergico tra associazioni e rappresentanze per esercitare un’adeguata pressione sociale. “Rispetto a tali temi e alla possibilità concreta di avere nuove opportunità di lavoro – ribadiscono Rotolo e Pappalardo – è necessario un fronte comune tra tutte le associazioni. Auspichiamo che anche i rappresentanti delle imprese, dell’industria, del commercio e degli artigiani raccolgano il nostro appello per fare anch'essi pressioni affinché si dia ai nostri giovani e alle nostre imprese la possibilità di utilizzare i fondi, per favorire il nostro territorio e dare prospettive e speranze nuove ai nostri giovani”.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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