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Start up d’impresa, fiducia ai giovani
di Redazione

Antonio Carullo, commissario straordinario dell’Ircac, sottolinea i risultati raggiunti nel 2013 grazie al finanziamenti agevolati concessi. Grazie al sostegno dell’Istituto 170 cooperative hanno potuto avviare un’attività imprenditoriale

Tags: Startup, Lavoro, Disoccupazione, Ircac, Antonio Carullo



PALERMO - “Il nostro impegno in favore delle cooperative di nuova costituzione è fatto di impegni concreti: grazie al credito di esercizio per lo start-up di impresa, infatti, abbiamo consentito a 170 cooperative di avviare una attività imprenditoriale.
Buona parte di queste cooperative è costituita da giovani e donne che, notoriamente, rappresentano in Sicilia le categorie maggiormente penalizzate dal punto di vista occupazionale”.

Antonio Carullo, commissario straordinario dell’Ircac, l’Istituto regionale per il credito alla cooperazione, sottolinea i dati numerici: grazie al prodotto finanziario dell’Ircac, attivo dal 2008, per molti siciliani è stato possibile trasformare in realtà imprenditoriale - e quindi anche in occupazione - un’idea.
“In Italia - continua Carullo - nel 2013 sono state costituite più di 100 mila imprese under 35 e di queste la gran parte sono state costituite proprio in Sicilia. Molte sono cooperative ma noi speriamo che questo numero cresca ulteriormente anche grazie  agli interventi del nostro Istituto”.

L’Ircac prevede per le cooperative di nuova costituzione la possibilità di chiedere ed ottenere un credito di esercizio, e cioè un finanziamento riguardante le spese per l’avvio della gestione aziendale, a tasso agevolato (attualmente lo 0,50% annuo)  e senza garanzie reali ma con una semplice fidejussione personale.
Questo tipo di finanziamento (che va restituito entro 24 mesi, attraverso cinque rate di pari importo, dopo un anno di ammortamento) è utilizzato per i costi di gestione. L’importo concesso di prassi è 15 mila euro ma può arrivare a 30 mila elevabile e fino a 40 mila se la cooperativa è a prevalenza femminile.

Perché l’Ircac attribuisce tanta importanza al credito per lo start-up di impresa?
“Innanzitutto perché queste cooperative hanno difficilmente accesso ai crediti bancari. Infatti se è vero che la natura anticiclica delle cooperative consente a queste imprese di offrire performance migliori delle altre aziende nei momenti di crisi,  è anche vero che per le cooperative - che sono aziende particolarmente fragili dal punto di vista del capitale  societario e della liquidità - è più difficile ottenere finanziamenti dal sistema bancario e questo a causa delle nuove regole imposte alle banche da gli accordi di Basilea. Tanto più per i giovani, che spesso non possono offrire alle banche le garanzie reali richieste e cioè beni immobili su cui accendere una ipoteca. Per questo il nostro credito per lo start di impresa ha avuto tanto successo.
Siamo convinti che si debba  puntare sull’idea imprenditoriale e dare fiducia anche a quanti, e il nostro riferimento è soprattutto ai giovani, non hanno una solidità finanziaria da potere offrire in garanzia ma che sono pronti ad offrire una fidejussione personale che è quella che noi chiediamo prima di concedere il credito di esercizio. Oggi è una corsa ad inventare nuove formule di microcredito e di questo, naturalmente, siamo lieti perché molte sono le strade da percorrere e gli strumenti da attivare. L’Ircac ha fatto questa scelta prima di altri, nel 2008, quando ha adeguato, a questo fine, il proprio Regolamento di aiuti alle imprese. Al nostro start-up di impresa si aggiunge oggi quello offerto dallo Stato e quello ideato dalla Regione. Peraltro l’attività creditizia dell’Ircac in favore delle imprese di nuova costituzione bene si armonizza con due direttrici indicate dal governo regionale e in modo specifico e particolare dal Presidente Crocetta e dall’assessore alle attività produttive Vancheri: l’impegno in favore dei giovani e il sostegno al mondo dell’impresa”.

Quanti di questi crediti di esercizio ha deliberato l’Ircac?
“ In questi ultimi  anni abbiamo  approvato  170 crediti di esercizio per lo start-up di impresa per un ammontare complessivo di quasi 3 milioni di euro:  48 nella provincia di Palermo, 67 in provincia di Catania, 15 in quella di Trapani, 14 a Messina, 8 nella provincie di Agrigento e 6 in quella  di Siracusa, 5 a Caltanissetta, 3 a Ragusa e 2 ad Enna. L’auspicio è che, anche grazie alle Centrali cooperative, le imprese di nuova costituzione comprendano l’importanza del sostegno che l’Ircac può loro concedere”.   

Articolo pubblicato il 16 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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